Flap UFO in Italia degli anni 50′ – incontro del terzo tipo sul fiume Serchio

Il disco aveva un bordo piatto spesso circa due metri con un diametro di 20/25 metri. Sul bordo del disco c'erano diverse aperture ovali. Al suo centro c'era una torretta che superava di circa tre metri la parte inferiore del disco e mezzo metro nella parte superiore.

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L’acronimo UFO o Unidentified Flying Object (Oggetto volante non identificato) venne coniato dalla US Air Force nel 1952 e applicato a quegli oggetti volanti che dopo una serie di riscontri rimanevano non identificati.

Oggi l’acronimo UFO viene utilizzato soprattutto come sinonimo di nave spaziale extraterrestre ed è entrato a far parte della cultura popolare dopo l’avvistamento raccontato da un pilota civile, Kenneth Arnold, registrato il 24 giugno del 1947.

Gli UFO sono diventati un vero e proprio mito, con studiosi che se ne occupano da punti di vista diversi, appassionati e soprattutto devoti che non di rado hanno fondato veri e propri culti religiosi. Oggi alcuni ricercatori preferiscono utilizzare un termine di più ampio respiro come “Unidentified Aerial Phenomenon” o UAP ovvero fenomeno aereo non identificato, per evitare la confusione o le associazioni speculative con il termine UFO.

Le ondate UFO degli anni 50

Negli anni ’50 in molte parti del mondo vennero segnalati molti oggetti misteriosi raccolti in veri e propri “flap” o ondate che fecero registrare dei casi molto discussi e famosi. Anche in Italia venne registrata un’ondata di contatti, dal caso di Bruno Facchini a casi meno significativi di semplici luci aeree, in quegli anni veniva segnalata un’insolita attività nei cieli del nostro paese.

UFO sul fiume Serchio

Tra tutti i casi raccolti in quel decennio, in particolare uno dei casi “del terzo tipo” coinvolse il 53 enne signor Carlo Rossi, indicato talvolta come un modesto impiegato dell’amministrazione dei servizi postali a San Pietro a Vico, o come un pescatore. La sua storia venne in seguito raccontata da diverse fonti ufologiche e in diverse versioni.

Il signor Rossi alle 3 del mattino del 25 luglio 1952 si trovava in località San Pietro a Vico diretto verso la riva del fiume Serchio per una battuta di pesca. Improvvisamente un bagliore attirò la sua attenzione. Il signor Rossi rallentò il passo e si diresse verso la fonte luminosa e mentre si avvicinava vide un oggetto discoidale nero che si librava a breve distanza dalla superficie del fiume.

Il disco aveva un bordo piatto spesso circa due metri con un diametro di 20/25 metri. Sul bordo del disco c’erano diverse aperture ovali. Al suo centro c’era una torretta che superava di circa tre metri la parte inferiore del disco e mezzo metro nella parte superiore. Questa torretta era trasparente e delle dimensioni di una stanza. All’interno c’era una fiamma bluastra che proveniva da alcuni meccanismi riflessi sulla superficie del disco. Nella parte inferiore dell’oggetto volante c’erano cinque eliche che sporgevano tutt’intorno, equidistanti l’una dall’altra. Nella parte superiore c’erano tre eliche: una grande quanto la circonferenza del disco, altre due poste sopra di essa, ma con un’ampiezza via via decrescente.

Improvvisamente dall’imbarcazione sbucò un tubo che si portò verso le acque del fiume come per aspirarne un po’.

Un oblò si apri nella torretta superiore mostrando un volto umano con una specie di elmetto da sub che iniziò a guardarsi intorno. A un certo punto l’essere allungò il braccio e puntò il dito verso Rossi, che spaventato fuggì gettandosi a terra. Proprio in quel momento vide un raggio verde balenare nella sua direzione e una volta colpito avvertì una scossa elettrica in tutto il corpo. Alzando gli occhi, vide l’oggetto prendere rapidamente quota per allontanarsi nel cielo ad altissima velocità in direzione di Viareggio.

Rossi in seguito decise di non raccontare a nessuno ciò che visse, quando il 15 settembre 1952 incontrò uno straniero che sembrava aspettarlo. Lo sconosciuto era vestito di blu scuro, aveva una faccia molto spigolosa e uno sguardo penetrante; Alcuni autori hanno ipotizzato che il misterioso individuo fosse un “man in black”. L’uomo lo salutò e gli chiese in un italiano con un forte accento scandinavo se avesse visto un aereo o qualche altra macchina volante sopra il fiume Serchio.

Ulteriori particolari

Rossi, sentendosi minacciato, disse all’uomo che non aveva visto nulla. L’uomo gli offrì una strana sigaretta che aveva un segno dorato sul lato. Rossi la fumò ed ebbe subito vertigini e nausea, ma decise di tenere con sé la strana sigaretta, tuttavia la reazione dell’uomo glielo impedì, gli strappò la sigaretta dalle mani, la schiacciò e la gettò nel fiume, poi se ne andò. Rossi pensò che “qualcuno voleva zittirlo“. Pare che il testimone si sia, in seguito, recato dal procuratore di Lucca dove avrebbe rilasciato una dichiarazione sull’avvistamento del disco volante.

Il caso è una probabile bufala

Il caso, in seguito acquisito anche dal CISU, ha subito un notevole ridimensionamento, con buona pace di chi crede a queste storie e di chi le racconta, abbellendole o omettendo particolari che ne potrebbero minare la credibilità.

L’unica fonte disponibile della storia è in realtà un breve articolo pubblicato il 26 settembre 1952 sul quotidiano La Nazione. L’indagine, condotta molti anni dopo i presunti fatti, ha raccolto le dichiarazioni dei membri della famiglia del testimone e di alcuni conoscenti, essendo il Rossi deceduto negli anni settanta. Il CISU ha scoperto che uno degli investigatori del caso era in realtà un nipote del Signor Carlo Rossi che probabilmente si è avvicinato all’ufologia grazie a questo caso fornendone negli anni versioni differenti.

L’articolo giornalistico dell’epoca sembra essere troppo dettagliato, quindi è possibile sia stato abbellito di proposito dal giornalista o addirittura inventato di sana pianta poiché il giornalista in questione era noto per essere un burlone e il titolo del suo pezzo sembra dimostrarlo oltre ogni ragionevole dubbio.

Fonti: https://www.ufoinsight.com/the-1950s-italian-ufo-explosion/;

https://ufologie.patrickgross.org/ce3/1952-07-25-italy-sanpietro.htm#jg1;