I millenari mattoncini Lego, un problema per l’ambiente

Il mattoncino Lego più classico è realizzato in ABS o acrilonitrile-butadiene-stirene, un polimero molto resistente che la società che realizza i giochi vuole sostituire entro il 2030 anche se ormai molti danni sono stati fatti.

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Rob Arnold e un gruppo di volontari nel 2017 raccolsero in un solo giorno circa cinque milioni di pezzetti di plastica da una spiaggia della Cornovaglia nell’inghilterra sud-occidentale. Questi pezzetti di plastica, piccoli mattoncini della Lego, galleggiavano nell’oceano da 20 anni quando nel 1997 un container cadde in mare accidentalmente.

Mario Cacciottolo, nel 2014, per BBC News Magazine, descrisse quanto accaduto:
… 353.264 margherite di plastica caddero in mare il 13 febbraio 1997, quando la nave portacontainer Tokio Express fu colpita da un’onda descritta dal suo capitano come “un fenomeno mai visto in 100 anni“, la poderosa onda inclinò la nave e di conseguenza, 62 container furono persi in mare a circa 20 miglia da Land’s End. Uno di essi conteneva quasi 5 milioni di pezzi di Lego, diretti a New York.

Nessuno sa esattamente cosa accadde in seguito, o cosa ci fosse negli altri 61 container, ma poco dopo alcuni di quei pezzi di Lego iniziarono ad ammassarsi nelle coste nord e sud della Cornovaglia.

Arnold e i suoi volontari riempirono 35 sacchi di plastica di mattoncini e altri particolari in materiale plastico della Lego che contenevano, ironia volle, anche dei piccoli pezzi a tema nautico, delle piccole pinne.

Sappiamo che nei mari e negli oceani ci sono tonnellate di plastica che si trasformano lentamente in sostanze inquinanti che resteranno a lungo in mare causando gravi danni all’ambiente e agli animali. Oggi, grazie a un nuovo studio, apprendiamo che i famosissimi e amati mattoncini Lego impiegheranno dai 100 ai 1300 anni per dissolversi completamente nell’ambiente a seconda della loro composizione e dall’aggressione subita dagli agenti atmosferici e marini.

Altre allarmanti stime ci dicono che ci sono altri due milioni di mattoncini gettati nei Wc dai bambini con un’alta percentuale degli stessi che sono certamente finiti in mare tra gli anni ’70 e gli anni ’80 e potrebbero essere ancora oggi tra i flutti o nelle spiagge.

Negli ultimi dieci anni, organizzazioni di volontariato come il LEGO Lost at Sea Project gestita dallo scrittore e beachcomber britannico Tracey Williams, hanno raccolto migliaia di pezzi di plastica dalle spiagge, ma se come suggerisce lo studio, i giocattoli in materiale plastico sono molto robusti e ci sarà molto lavoro da fare in quanto i mattoncini dureranno secoli.

Il Lego è uno dei giochi per bambini più popolari della storia e parte del suo fascino è sempre stata la sua durata“, afferma Andrew Turner, dell’Università di Plymouth, che studia le proprietà chimiche dei rifiuti marini.

È specificamente progettato per il gioco, quindi potrebbe non sorprendere particolarmente il fatto che, nonostante sia in mare da decenni, non si è significativamente consumato. Tuttavia, la sua massima durata è stata una sorpresa anche per noi “.
Dopo aver recuperato 50 mattoncini Lego dalle spiagge del sud-ovest dell’Inghilterra, i ricercatori hanno confrontato le sostanze chimiche nei campioni recuperati con i mattoncini Lego archiviati nella loro condizione originale.

Il mattoncino Lego più classico è realizzato in ABS o acrilonitrile-butadiene-stirene, un polimero molto resistente che la società che realizza i giochi vuole sostituire entro il 2030 anche se ormai molti danni sono stati fatti.

Anche se i mattoncini invecchiati dalla permanenza in spiaggia mostrano i segni del tempo, ingialliti, rotti, smussati, i ricercatori con sorpresa hanno trovato i giocattoli quasi intatti.
Sulla base della differenza di massa tra campioni che hanno circa 40 anni, stimiamo i tempi di permanenza nell’ambiente marino nell’ordine di centinaia di anni“, scrivono gli autori.

Non è chiaro in che modo questi piccoli pezzi siano finiti nell’ambiente, probabilmente si tratta di oggetti venduti negli anni ’70 e ’80. E nonostante decenni in mare, sono in discrete condizioni.

Non sappiamo ancora come si comporterà un materiale come l’Abs perché è un materiale relativamente nuovo e poco conosciuto, perciò studi come questo sono importanti per capire i danni che eventualmente può creare. Gli autori dello studio affermano che le loro scoperte sono paragonabili all’aspettativa di vita delle bottiglie di plastica trasparenti e, a giudicare dagli agenti atmosferici osservati finora, probabilmente creano rischi simili per la vita marina.

I pezzi che abbiamo testato si sono levigati e scoloriti, con alcune strutture fratturate e frammentate, il che suggerisce che oltre a rimanere intatti, potrebbero anche disgregarsi creando microplastiche“,afferma Turner.
Sottolineo ancora una volta l’importanza di smaltire correttamente gli oggetti usati per garantire che non costituiscano potenziali problemi per l’ambiente“.
Lo studio è stato pubblicato su Inquinamento ambientale.

Fonte: https://www.sciencealert.com/those-little-lego-bricks-could-survive-in-the-ocean-for-more-than-1-000-years.