Il Piano Kalergi ed il “genocidio” programmato dei popoli europei

Anatomia della teoria cospirativa che vuole i popoli europei soggetti ad una programmata sostituzione genetica e culturale

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Il declino della teoria cospirativa sui Protocolli dei Savi Anziani di Sion ha trovato ben presto una nuova sostituta altrettanto aberrante quanto fantasiosa: il cosiddetto Piano Kalergi, una mostruosa combinazione per l’annientamento programmato dell’identità nazionale dei popoli europei.

Tutto inizia nel 1992 quando un neonazista austriaco con una serie di condanne per aver negato l’Olocausto e per ripetute campagne di razzismo e negazionismo, pubblica un libro dal titolo “Addio, Europa. Il Piano Kalergi”. La tesi di questo estremista è che dalla metà degli anni Venti sia in atto una cospirazione volta ad incentivare l’immigrazione africana e asiatica verso l’Europa al fine di rimpiazzarne le popolazioni, cancellare l’identità nazionale e culturale dei popoli europei, al fine di edificare una nuova razza subalterna al Nuovo Ordine Mondiale perseguito dai soliti poteri forti ed occulti. Peccato che in quegli anni gli unici flussi migratori erano quelli degli Europei nel loro continente oppure verso le Americhe.

Honsik sostiene di aver scoperto questo terrificante piano nelle carte di un filosofo ed uomo politico austriaco, il conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi.

Chi era costui?

Richard Nikolaus Kalergi era nato nel novembre del 1894 nell’Impero Austro-Asburgico e giovanissimo aveva assistito agli orrori della Grande Guerra ed alla dissoluzione dell’Impero. Dopo la prima guerra mondiale prese la nazionalità cecoslovacca e si allontanò dalla filosofia per incominciare a pubblicare articoli sulla necessità di un nuovo ordine europeo. Nel dicembre 1921 fu iniziato alla massoneria nella Loggia “Humanitas” di Vienna.

Tra le due guerre, mentre in Italia prendeva il potere il fascismo e in Germania iniziava a germogliare l’ideologia nazista, Kalergi, uomo profondamente idealista sosteneva che un giorno si sarebbe arrivati a una convivenza pacifica tra i popoli dove il rimescolamento di etnie (che lui chiama “razze”, poiché all’epoca è quella l’idea prevalente per spiegare le diversità tra i popoli) avrebbe portato infine al prevalere di un’unica “razza” che «sostituirà la molteplicità dei popoli».

Queste aspirazioni vengono pubblicate nella sua opera più famosa Pan-Europa. Un grande progetto per l’Europa unita, dove Kalergi perora la necessità di un’integrazione continentale al fine di favorire la pacifica convivenza dei popoli. Honsik interpreta queste visioni idealiste non soltanto decontestualizzandole ma come la volontà manifesta di abolire il diritto all’autodeterminazione dei popoli e successivamente l’eliminazione stessa delle nazioni in seguito all’azione di gruppi separatisti ed a massicci, programmati ed incentivati flussi migratori.

Da li, il passo volto a delineare un vero e proprio “piano cospirativo” e breve, Honsik scrive sull’ignaro Kalergi morto nel 1972: «Affinché l’Europa sia dominabile dall’élite, pretende di trasformare i popoli omogenei in una razza mescolata di bianchi, negri e asiatici. A questi meticci egli attribuisce crudeltà, infedeltà e altre caratteristiche che, secondo lui, devono essere create coscientemente perché sono indispensabili per conseguire la superiorità dell’élite. Eliminando per prima la democrazia, ossia il governo del popolo, e poi il popolo medesimo attraverso la mescolanza razziale, la razza bianca deve essere sostituita da una razza meticcia facilmente dominabile»

E chi sarebbero i dominatori di questa “razza facilmente dominabile”, ovviamente gli ebrei coadiuvati dalla Massoneria, fino ad arrivare all’immancabile Nuovo Ordine Mondiale.

Di fronte ad una cospirazione così vasta ed agghiacciante quali sono le prove portate dal neonazista austriaco? Praticamente nessuna. Tutto si riduce all’adesione di Kalergi alla Massoneria, pratica frequente tra le elite europee cosmopolite del tempo ed udite, udite aver ricevuto nel 1950 il Premio Carlo Magno, appena istituito e dedicato  a personalità con meriti particolari in favore dell’integrazione e unione in Europa.

La totale assenza di prove relega per molti anni la teoria del complotto del “Grande Rimpiazzo” a vaneggiamenti che circolano esclusivamente nel sottobosco dell’estrema destra.

In Francia, a diffondere l’idea del Grand Remplacement, la “grande sostituzione”, è nel 2011 Renaud Camus, un ex militante del Partito socialista, più volte accusato di antisemitismo e poi passato a sostenere la destra di Marine Le Pen. Secondo lui, i francesi «di ceppo» (qualunque cosa significhi) sarebbero in procinto di essere «sostituiti etnicamente» dalle popolazioni del Nord Africa.

Poi la svolta nel 2015. Al culmine della crisi dei migranti il “Piano Kalergi” finisce su stampa e televisione. Anche partiti di massa, sempre nell’area della destra italiana ed europea, iniziano ad utilizzare parti di questo presunto complotto, per alimentare la paura e l’ostilità nei confronti dei migranti.

Ancora una volta nonostante l’evidente assenza di qualunque prova della concreta esistenza di qualsivoglia cospirazione e l’impossibilità genetica e quindi scientifica di perseguire una sostituzione dei popoli europei con una razza “meticcia” e malleabile, il complottismo riesce comunque, sfruttando le paure e le insicurezze a trovare ascolto tra migliaia di persone.

Soprattutto se tali “rivelazioni” sono presentate come conoscenze segrete, che ci vengono tenute nascoste e che soltanto qualche “mente illuminata” è in grado di disvelare agli occhi del mondo. D’altra parte in genere molte persone trovano rassicuranti le spiegazioni semplici di fronte a problemi complessi, per quanto fantasiose e non corroborate da alcuna prova, perché non richiedono quello sforzo aggiuntivo di riflessione e di conoscenza che invece proprio la natura complessa di alcuni temi richiederebbe.