La missione “One-Way Mission to the Moon”

Nel 1962, due scienziati proposero alla NASA una missione diretta e di sola andata in grado di inviare un astronauta americano sulla Luna prima dei sovietici il più rapidamente possibile.

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Nel 1961 il presidente John F. Kennedy pose un traguardo agli Stati Uniti: portare astronauti americani sul suolo lunare entro la fine del decennio.

Sulla scia del suo discorso, la NASA iniziò a lavorare all’ambizioso progetto per battere i sovietici nella corsa alla conquista dello spazio che in quegli anni si trovavano in netto vantaggio avendo inviato per primi un satellite artificiale in orbita e il primo “cosmonauta” nello spazio. Il programma Apollo, all’epoca già sul tavolo da disegno come programma spaziale orbitante attorno alla Terra, venne rivisitato per conquistare la Luna.

La NASA aveva un assoluto bisogno di un modo per raggiungere la Luna. Due scienziati proposero una missione diretta e di sola andata in grado di inviare un astronauta americano sulla Luna prima dei sovietici il più rapidamente possibile.

La proposta arrivò da due dipendenti della Bell Aerosystems Company. John M. Cord ingegnere progettista nella divisione Advanced Design e Leonard M. Seale, psicologo responsabile della divisione Human Factors. All’Institute of Aerospace Sciences di Los Angeles nel 1962, la coppia svelò la sua proposta chiamata “One-Way Manned Space Mission“.

Il piano di Cord e Seale prevedeva che un veicolo spaziale per un solo astronauta seguisse un percorso di ascesa diretta verso la Luna. La nave spaziale sarebbe stata lunga Dieci metri per sette di diametro, con un peso a vuoto di meno della metà della capsula Mercury. All’interno, l’unico astronauta avrebbe avuto una riserva d’acqua per 12 giorni, ossigeno per 18 e una riserva di emergenza di 12 giorni, una tuta e uno zaino alimentati a batteria e tutti gli strumenti e le forniture mediche di cui avrebbe potuto avere bisogno.

L’astronauta solitario dopo circa due giorni e mezzo di viaggio sarebbe sceso sulla Luna e avrebbe avuto poco meno di dieci giorni per allestire il suo habitat. L’astronauta avrebbe potuto usufruire di 4 moduli di carico con sistemi di supporto vitale preinstallati e un reattore nucleare per generare l’energia elettrica necessaria.

Due moduli accoppiati sarebbero diventati l’alloggio principale, mentre gli altri, collocati in grotte, una caratteristica che Cord e Seale presumevano dominassero il paesaggio lunare, avrebbero fornito un riparo dalle tempeste solari e dalle radiazioni.

Una volta realizzato l’habitat, l’astronauta solitario avrebbe avuto due anni a disposizione prima che una missione lo  recuperasse per riportarlo sulla Terra. Cord e Seale ritenevano che la missione potesse essere inviata sulla Luna già nel 1965, un anno dove l’attività solare prevista sarebbe stata minima.

Due anni dopo sarebbero stati approntati veicoli di lancio di dimensioni maggiori capaci di inviare il veicolo spaziale Apollo con tre astronauti a bordo entro la fine del 1967.

Questa proposta era incredibilmente pratica. Dato che l’astronauta non si sarebbe lanciato dalla superficie lunare, non avrebbe avuto bisogno di trasportare ne il propellente necessario ne i pesanti scudi termici o i paracadute. Dopo due anni sarebbe stato salvato e riportato sulla Terra a bordo di un altro veicolo spaziale. La missione di sola andata era una proposta economica ed efficiente.

Tuttavia era anche molto pericolosa.

La proposta non includeva esuberi; l’invio diretto non avrebbe dato all’astronauta alcuna possibilità di interrompere la sua missione dopo la partenza. Avrebbe dovuto affrontare tutti gli eventuali problemi da solo, sapendo che non sarebbe stato in grado di fare un rapido ritorno sulla Terra in caso di incidenti.

La proposta però non venne mai accettata, poche settimane dopo l’annuncio della “missione di sola andata“, nel luglio del 1962 la NASA annunciò di aver selezionato una modalità di invio più complicata ma più sicura di Lunar Orbit Rendezvous (LOR) per le missioni Apollo.

Fonte: https://www.universetoday.com/92402/missions-that-werent-one-way-mission-to-the-moon/