Un nuovo carburante per gli aerei composto di aria, sole e CO2

Il combustibile prodotto è definito ad emissioni zero, ed è utilizzabile per navi ed aerei, inquinanti, per le emissioni di gas ed altro, come milioni di automobili.

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Un nuovo genere di carburante per aerei e navi si sta sviluppando a partire dai raggi solari che scompongo l’acqua e l’anidride carbonica contenuti nell’aria.

L’aria che avvolge la Terra, che noi tutti respiriamo, utilizzata come carburante per gli aerei potrebbe sembrare la risposta fantasiosa di uno studente che non ha studiato molto. Eppure non è così!

Attraverso l’aria è possibile produrre carburante per aerei, e non solo. Nel quadro di un progetto di ricerca quadriennale finanziato con fondi europei, definito Horizon 2020, esiste in Spagna, nei pressi di Madrid,  il Technology Park IMDEA di Mostoles, dove è posizionata una torre solare con all’interno un reattore capace di produrre energia in quantità 3 volte superiore ai tradizionali impianti solari termodinamici(quelli dotati di pannelli solari, per intenderci).

Questa nuova tecnologia, realizzata nell’ambito del progetto SUN to LIQUID (è possibile approfondire l’argomento in inglese qui: https://www.sun-to-liquid.eu/),  è stata studiata e portata avanti da un team di ricercatori del  Politecnico Federale di Zurigo (ETH),  e permette di produrre carburante liquido sintetico utilizzando la luce del sole e l’aria.

Il combustibile prodotto è definito ad emissioni zero, ed è utilizzabile per navi ed aerei, inquinanti, per le emissioni di gas ed altro, come milioni di automobili.

Quello che è stato definito un carburante green, è oggi prodotto in una piccola raffineria, predisposta dai ricercatori dell’ETH di Zurigo, sul tetto del laboratorio di ingegneria meccanica dello stesso ateneo.

La piccola raffineria permette di estrarre CO2 e acqua direttamente dall’aria e suddividerla utilizzando l’energia solare. Il procedimento crea syngas, una miscela di idrogeno e monossido di carbonio, successivamente trasformata in cherosene, metanolo o altri idrocarburi.

Alla fine della lavorazione questi carburanti sono pronti per l’uso, ed hanno un grande vantaggio: non ci sono emissioni nocive a gravare sull’atmosfera, poichè rilasciano nell’atmosfera la stessa quantità di anidride carbonica precedentemente estratta dall’aria.

A darne notizia è stato il sito web della radiotelevisione elvetica Swissinfo già nel 2019.

Il problema più importante oggi è quello di passare da una produzione sperimentale, perciò limitata, ad una produzione industriale capace di incidere sui consumi di trasporto nazionali e del mondo intero.

Tutto quanto scritto fino ad ora è semplicemente la fotosintesi clorofilliana, ciò che fanno le piante. I raggi del sole  penetrano le parti verdi, la clorofilla funziona da catalizzatore, che  fa reagire  l’acqua e l’anidride carbonica contenute nell’aria, sintetizzando così la materia della pianta. Questa è ricca di energia, un po’ come una batteria caricata dalla luce solare. Bruciandola, si libera l’energia che la pianta aveva raccolto dal sole.

Le prime compagnie aeree che vogliono usare questo nuovo carburante  sono tra le più importanti  a nord delle Alpi: Lufthansa e Swissair per fare due nomi noti al grande pubblico.

C’è anche l’italiana Eni che, in collaborazione con il Politecnico federale di Zurigo, sta migliorando nei suoi laboratori di Novara i sistemi di catalisi per la fotosintesi tecnica del carburante solare.

L’importanza del  futuro nell’energia solare già fu individuata in una conferenza di Ciamician tenuta a  New York l’11 settembre 2012, di cui riportiamo in maniera sintetica i passaggi principali:

“Bisogna pensare all’avvenire e sorge una domanda: l’energia solare fossile è la sola che possa essere usata nella vita e nella civiltà moderna? […]  […] L’enorme quantità di energia che la terra riceve dal sole va in gran parte dispersa. […] Le regioni desertiche, dove le condizioni del clima e del suolo vietano ogni cultura, sarà la fotochimica artificiale che le metterà in valore. Sull’arido suolo sorgeranno colonie industriali senza fuliggine e senza camini: selve di tubi di vetro e serre di ogni dimensione s’innalzeranno al sole ed in questi apparecchi trasparenti si compiranno quei processi fotochimici di cui fino allora le piante avevano il segreto ed il privilegio, ma che l’industria umana avrà saputo carpire: essa saprà farli ben altrimenti fruttare, perché la natura non ha fretta mentre l’umanità è frettolosa. […] E se giungerà in un lontano avvenire il momento in cui il carbone fossile sarà esaurito, non per questo la civiltà avrà fine: ché la vita e la civiltà dureranno finché splende il sole! E se alla civiltà del carbone, nera e nervosa dell’epoca nostra dovesse far seguito una civiltà più tranquilla basata sull’uso della energia solare non sarebbe male per il progresso e la felicità umana”

(Tratto da: https://www.internazionale.it/opinione/marco-morosini/2020/06/23/carburante-sintetico-alitalia).

Fonte ulteriore: https://wisesociety.it/ambiente-e-scienza/syngas-carburante-green-aria-sole-eth-zurigo/