Fu proprio un asteroide, non il vulcanismo, a provocare l’estinzione dei dinosauri non aviari

Secondo uno studio, un'impennata dell'attività vulcanica non avrebbe potuto causare l'evento di estinzione del Cretaceo / Paleogene

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Secondo un nuovo studio, un cold case criminologico antico di 65 milioni di anni è stato finalmente risolto, assegnando definitivamente la responsabilità dell’estinzione dei dinosauri non aviari all’impatto di un enorme asteroide.

L’evento di estinzione del Cretaceo / Paleogene ha provocato la scomparsa di circa il 75% delle piante e degli animali esistenti all’epoca, compresi i dinosauri non aviari.

La causa principale della catastrofe è stata a lungo argomento di un acceso dibattito.

Alcuni scienziati sostengono che l’asteroide largo 10 km che si è schiantato sulla Terra e ha creato il cratere Chicxulub è stata la causa principale, poiché l’impatto avrebbe inviato una grandissima quantità di materiale, terra e polvere, con la conseguenza di filtrare enormemente la luce solare innescando un periodo prolungato e freddo che ha causato carestie e devastazioni in tutto il mondo.

Tuttavia, altri sostengono che l’aumentata attività vulcanica che si è avuta proprio in quel periodo nella regione del Deccan in India sia stata la causa principale delle alterazioni climatiche su larga scala che causarono l’estinzione dei dinosauri non aviari.

In passato è stato scoperto che, in effetti, le eruzioni vulcaniche sono state altre volte responsabili di episodi di estinzioni di massa, ad esempio, l’estinzione di massa registrata alla fine del Permiano.

Altre ipotesi propendono per un concorso di colpa, suggerendo che l’impatto con il grande asteroide sia stato il colpo di grazia definitivo assestato ad una situazione che già si andava facendo difficilmente sostenibile per i gradi rettili.

Ora i ricercatori affermano di aver svelato il mistero modellando i possibili effetti ecologici dati dalle diverse possibilità.

Quando abbiamo simulato i diversi scenari possibili per l’asteroide o i vulcani, insieme o indipendenti, ci siamo resi conto che l’asteroide è stato [l’unico] [evento] in gradi di alterare gli habitat dell’epoca al punto da essere letali per così tante specie diverse“, ha affermato il dott. Alfio Alessandro Chiarenza, primo autore della ricerca, che opera presso l’University College di Londra.

Scrivendo negli Atti della National Academy of Sciences, Chiarenza e colleghi riportano come hanno costruito modelli per analizzare come i diversi disastri avrebbero potuto influenzare il clima del pianeta e, soprattutto, gli habitat in cui vivevano i dinosauri, dai tirannosauri agli ankylosauri corazzati.

Il team ha prima esaminato una riduzione del 5% della luce solare – la quantità di filtro che ci si aspetterebbe dall’azione del biossido di zolfo e dai detriti dalle eruzioni vulcaniche che si è, però, rivelato uno scenario non in grado di giustificare l’estinzione di massa. Il modello ha suggerito che ciò non avrebbe portato all’estinzione dei dinosauri, sebbene il loro habitat sarebbe stato ridotto a causa degli effetti a lungo termine su fattori come la temperatura e le precipitazioni.

Tuttavia, una riduzione del 10% -20% della luce solare, la gamma più bassa o estrema prevista dagli effetti dell’impatto di un grande asteroide, avrebbe devastato gli habitat dei dinosauri, con un oscuramento del 15% o più della luce solare, provocndone in breve tempo l’estinzione.

Anche senza le eruzioni vulcaniche, l’estinzione sarebbe avvenuta in ogni caso poiché l’evento [impatto] è stato abbastanza grave da devastare gli habitat dei dinosauri in tutto il mondo“, ha spiegato Chiarenza in una intervista al Guardian.

In effetti, il team suggerisce che invece di contribuire all’estinzione di massa, il riscaldamento globale causato dall’anidride carbonica rilasciata dai vulcani avrebbe potuto attenuare il calo delle temperature causato dall’asteroide e avrebbe aiutato la vita a sostenere l’impatto dei cambiamenti climatici, sebbene il destino dei dinosauri non aviari sarebbe rimasto lo stesso.

In effetti, alcuni studi recenti hanno esaminato proprio questa possibilità nella documentazione geologica, dimostrando che alcuni impulsi di riscaldamento, in particolare dopo l’evento di impatto, sembrerebbero aver favorito in qualche modo il recupero della vita, in particolare la vita delle piante, favorendo anche l’aumento delle dimensioni del corpo nei mammiferi e della diversità.

Il team afferma che i risultati si collegano ad altre ricerche, tra cui prove fossili del Deccan, che dimostrano che molti animali, inclusi i dinosauri, erano già sopravvissuti a precedenti periodi di eruzioni ad alta intensità,  e che l’estinzione di massa sia stata davvero un evento improvviso.

Secondo Chiarenza, ora il dibattito continuerà, con i sostenitori del vulcanismo come caus principale dell’estinzione che non si rassegneranno facilmente all’evidenza di queste nuove prove.

Gerta Keller, professoressa di paleontologia e geologia all’Università di Princeton, che non era coinvolta nel lavoro, infatti, ha criticato la ricerca dicendo che tralascia le prove dei recenti studi sul vulcanismo deccaniano, compresi gli studi che dimostrano che la fase più intensa del vulcanismo coincide con l’estinzione di massa.

Tuttavia, Steve Brusatte, professore di paleontologia ed evoluzione all’Università di Edimburgo, ha affermato che lo studio è elegante e convincente.

“Aggiunge prove schiaccianti sulla colpevolezza dell’asteroide, punto e basta”, ha detto. “Non solo, ma chiarisce quali delle armi a disposizione dell’asteroide siano state decisive: la polvere e la terra sollevate nella stratosfera dall’impatto hanno oscurato la luce del Sole per diversi anni dopo l’impatto, provocando un drammatico inverno nucleare“.

Tuttavia, sembra che i vulcani abbiano effettivamente avuto un ruolo, anche se non quello che molti di noi sospettavano: hanno svolto un ruolo mitigante, probabilmente contribuendo a salvare molte specie di piante ed i mammiferi“, ha aggiunto.

Brusatte ha affermato che anche lui si aspetta che il dibattito continui. “Ma con ogni nuovo studio, e ora soprattutto con questo eccezionale lavoro, diventa sempre più difficile sostenere qualcosa di diverso dall’asteroide“, ha concluso.

Fonte: Imperial college of London