(Ma che) Grigio d’Egitto

Gli ufologi come spesso accade, non hanno dubbi: il bassorilievo mostrato in foto rappresenterebbe un “Grigio”, la tipologia di extraterrestri di gran lunga più segnalata negli incontri ravvicinati del III tipo

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Ormai da decenni, in certi ambiente pseudoscientifici, più vicini al complottistismo e a pseudodiscipline scientifiche che alla scienza vera, si prova a far passare l’idea che le antiche civiltà non siano nate come ci insegnano a scuola ma avrebbero fatto il grande salto evolutivo imparando a costruire monumenti o a lavorare i metalli grazie all’intercessione di esseri alieni più o meno benevoli arrivati sulla Terra a studiare il nostro mondo da chissà dove.

Anche gli antichi egizi non vengono risparmiati da queste storie che circolano da decenni su svariati libri, anche di grande successo, e ora anche in rete, regno dove l’impossibile agli occhi di tanti diventa realtà.

A Saqqara, nella mastaba di Ptah-hotep, visir durante il regno del faraone della V dinastia Djedkara Isesi (2420-2380) è rappresentata una scena di offerte al defunto, dove compare una figura particolare (vedi immagine in basso). Tra gli officianti, si nota qualcosa o qualcuno che pare un essere umanoide alto poco più di un metro, dalla testa a forma di pera e dai grandi occhi scuri e inespressivi.

Gli ufologi come spesso accade, non hanno dubbi: si tratterebbe di un “Grigio”, la tipologia di extraterrestri di gran lunga più segnalata negli incontri ravvicinati del III tipo.

Dopo tutto non possiamo escludere che in passato esseri di altri mondi siano riusciti a raggiungere la Terra dopo un viaggio lungo anni luce, visto quanto è vasto l’universo, sono in tanti a pensare che sia impossibile che noi esseri umani siamo l’unica specie intelligente dell’universo e, forse, questo bassorilievo potrebbe essere una prova o come scrivono i tanti “esperti” di archeologia misteriosa, una delle tante prove che l’archeologia ufficiale non ha considerato o ha preferito nascondere per ignorare l’influenza aliena sulla nostra storia.

Quindi? Anche questa prova è da scartare?

Decisamente si, troppi siti di archeologia alternativa hanno prodotto prove interpretando simboli, sculture, monumenti, non nel contesto nel quale sono inserite ma con gli occhi dell’uomo dei giorni nostri.

I dubbi restano, spesso sui siti web sopra citati compaiono foto e immagini di bassa qualità, soprattutto nel caso in esame. Basta guardare bene la figura, e si capisce che qualche esperto, sfruttando la pareidolia ha prodotto l’ennesima bufala da spacciare come prova di un contatto avvenuto millenni fa con esseri extraterrestri.

L’ET in questione, infatti, non è altro che un grosso vaso da cui spunta un fiore e due boccioli di loto, e più precisamente, è una complessa variante di vaso-heset con beccuccio usata per le libagioni e spesso associata al loto. Questo dono, insieme a pane, carne, frutta, verdura, tessuti e altro ancora, fa parte delle offerte lasciate sulla tavola o ai piedi della mummia di Ptah-hotep.