Controllare i livelli di glucosio e l’emissione di insulina nei bambini diabetici con un pancreas artificiale

Un nuovo studio ha determinato che un pancreas artificiale può aiutare, in maniera sicura, il controllo dei livelli dello zucchero nel sangue dei bambini dai 6 ai 13 anni affetti da diabete di tipo 1

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Un nuovo studio, condotto dai ricercatori di quattro diversi centri per il diabete pediatrico dislocati in tutti gli Stati Uniti, ha scoperto che un pancreas artificiale può aiutare, in maniera sicura, il controllo dei livelli di insulina nei bambini dai 6 ai 13 anni affetti da diabete di tipo 1. Lo studio condotto dai ricercatori è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine.

I ricercatori hanno preso in esame 101 bambini con una fascia di età compresa dai 6 ai 13 anni, presenti all’interno di uno studio randomizzato per un periodo di quattro mesi. Lo studio ha messo a confronto il gruppo sperimentale in cui veniva utilizzato il pancreas artificiale, con un gruppo di controllo in cui veniva usata un dispositivo standard di monitoraggio continuo del glucosio (CGM) e una pompa per insulina separata.

Il pancreas artificiale è stato in grado di monitorare e regolare automaticamente i livelli di glucosio nel sangue, senza aver bisogno di essere impiantato nei pazienti, ma attraverso un computer che regola il glucosio e il microinfusore.

Lo studio ha rilevato che il gruppo sperimentale che ha utilizzato il pancreas artificiale, ha avuto un miglioramento del 7% del mantenimento dei livelli di glucosio nel sangue durante le ore giornaliere, mentre durante le ore notturne ha registrato un miglioramento del 26%, rispetto al gruppo di controllo.

I ricercatori hanno dichiarato che: “Per le persone affette da diabete di tipo 1 i controlli dei livelli di glucosio durante le ore notturne sono di fondamentale importanza, perché la grave ipoglicemia può comportare convulsioni pericolose che possono portare persino alla morte”.

Il dottor Paul Wadwa, presidente del protocollo e professore di pediatria presso il Barbara Davis Center per Childhood Diabetes e presso l’Università del Colorado, ha dichiarato che: “Lo studio ha permesso un miglioramento notevole del controllo dei livelli di glucosio nel sangue, sopratutto durante le ore notturne, consentendo così sia ai genitori che ai tutori di dormire in maniera più tranquilla. La tecnologia del pancreas artificiale può portare ad affrontare meno situazioni di pericolo a livello di salute, consentendo ai bambini affetti da diabete di vivere una vita normale e alle loro famiglie di essere più tranquille”.

Lo studio ha rilevato che il pancreas artificiale ha permesso un miglioramento dell’11% nel riuscire a mantenere il livello di insulina entro i limiti delle 3 ore in confronto al monitoraggio continuo.

Secondo una dichiarazione del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK), parte del National Institutes of Health, che ha finanziato lo studio il pancreas artificiale, definito anche controllo a circuito chiuso, è un sistema di gestione del diabete integrato, che utilizza un CGM per monitorare i livelli di glucosio nel sangue e una pompa di insulina automatica, che quando occorre è in grado di erogare automaticamente l’insulina al paziente.

Il NIDDK ha dichiarato che il nuovo sistema andrà a sostituire il test del polpastrello e le classiche iniezioni di insulina. A riguardo il dottor Guillermo Arreaza- Rubín, direttore del Programma di tecnologia per il diabete del NIDDK e scienziato che si occupa del progetto del nuovo studio, ha spiegato che: “Meno di un bambino su cinque affetti da diabete di tipo 1 è in grado con il trattamento attuale di mantenere un livello di insulina ideale per un lungo periodo, una situazione di salute che può comportare a lungo andare gravi conseguenze sulla loro qualità di vita”.

Inoltre, ha affermato che: “Le ricerche precedenti hanno dimostrato che il nuovo sistema del pancreas artificiale è completamente sicuro nelle persone con un’età pari o superiore a 14 anni”.

I ricercatori hanno dichiarato che lo studio ha registrato solamente 16 casi in cui sono avvenute situazioni avverse nel gruppo sperimentale del pancreas artificiale, di cui la maggior parte erano legate a problematiche delle apparecchiature della pompa di insulina.

I ricercatori hanno garantito che non si sono mai registrati durante lo studio casi di ipoglicemia grave e bassi livelli di glucosio nel sangue, o chetoacidosi diabetica, ossia livelli troppo alti di zucchero nel sangue, che potevano portare ad una possibile conseguenza di pericolo di accumulo di chetoni.

Fonte: CNN