L’umanità ha bisogno dell’energia nucleare e non dovremmo temerla

Stiamo alimentando una civiltà entrata qualche decade fa nell'era spaziale con gli stessi combustibili fossili scoperti durante l'età del ferro. Oggi la nostra civiltà ha bisogno di una nuova fonte di energia, l'energia nucleare

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La civiltà umana centinaia di migliaia di anni fa ha imparato a utilizzare il fuoco come fonte di energia e si è spinta alla conquista della Terra.

Grazie al fuoco abbiamo imparato a cuocere i cibi, a riscaldarci e a difenderci dai predatori. In seguito, abbiamo imparato a catturare e ad addomesticare gli animali e li abbiamo addomesticati per compiere lavori troppo per gravosi per noi. Con il passare dei millenni abbiamo imparato a imbrigliare le fonti di energia che la natura offre, come il vento che è stato sfruttato dai mulini per macinare il grano o altri prodotti agricoli o per spingere pesanti imbarcazioni dotate di vele.

Quando abbiamo iniziato a sfruttare fonti di energia naturale come il vento, l’acqua e il vapore per muovere semplici turbine per generare energia elettrica, la nostra civiltà e cambiata radicalmente. Ancora oggi, il fabbisogno energetico mondiale è soddisfatto principalmente da questi stessi processi, come combustibili fossili non rinnovabili come carbone, petrolio e gas naturale che forniscono la fetta maggiore dell’energia necessaria alla nostra civiltà. Stiamo alimentando una civiltà entrata qualche decade fa nell’era spaziale con gli stessi combustibili fossili scoperti durante l’età del ferro. Oggi la nostra civiltà ha bisogno di una nuova fonte di energia, l’energia nucleare, ma la paura, più dei fatti concreti hanno pervaso le nostre politiche energetiche.

Perché non dobbiamo avere paura dell’energia nucleare.

Una centrale elettrica convenzionale funziona in maniera molto semplice. Un combustibile viene bruciato rilasciando calore, che riscalda e fa bollire l’acqua, generando vapore. Quel vapore fa girare una turbina, che genera elettricità, utilizzata per fornire energia. Il problema di questo sistema è che per generare grandi quantità di energia si producono grossi danni all’ambiente. L’estrazione delle materie prime incide significativamente sull’inquinamento assieme ai prodotti della combustione che si riversano nell’atmosfera e negli oceani, alterandoli e causando il riscaldamento globale, l’acidificazione degli oceani e altri effetti sul clima.

I cambiamenti climatici sono una realtà, le prove esistono. Se continuiamo a bruciare combustibili fossili aumenteremo sempre più la concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera che è passata dai livelli preindustriali di circa 270 parti per milione a livelli attuali di circa 410 parti per milione. Questo aumento di anidride carbonica si estende anche all’oceano, dove l’anidride carbonica si combina con l’acqua per creare acido carbonico, modificando il pH dei nostri oceani su scala globale. Ma il problema rimane il riscaldamento globale che è derivato dall’immissione di anidride carbonica. La temperatura media della Terra è aumentata di 0,98 ° C da quando abbiamo iniziato a misurarla accuratamente nel 1880, e tale aumento è accelerato, essendo aumentato di 0,18 ° C per decennio negli ultimi 39 anni.

Sono state proposte diverse soluzioni al problema, ma la soluzione migliore sarà trovare fonti energetiche alternative che non emettono CO2. Le strade sono due, il Green New Deal che si concentra sulle fonti di energia rinnovabile come l’energia solare ed eolica, e un’altra opzione che dovremmo seriamente riconsiderare: la fissione atomica. Certo, le centrali a fissione atomica hanno un grosso problema, producono pericolose scorie radioattive e possono subire gravi incidenti come quello che è successo a Chernobyl nel 1986. La fusione del core è un rischio, che si è verificato a Three Mile Island nel 1979 . E un reattore atomico mal contenuto su una linea di faglia potrebbe provocare la contaminazione dell’ambiente circostante da parte di prodotti di scarto radioattivi a causa di un disastro naturale, come quello accaduto a Fukushima nel 2011. Ma nonostante questi eventi, l’energia nucleare rimane, nel complesso, più sicura di qualsiasi altra fonte di energia su larga scala in uso in tutta la storia umana.

I primi reattori a fissione per la produzione di energia sono entrati in funzione a metà degli anni ’50 e nonostante da allora ci siano stati oltre 17.000 anni-reattore (un reattore nucleare funzionante per un anno equivale a un reattore – anno) in 33 paesi. I tre incidenti di cui sopra elencati sono gli unici ad essere documentati in tutto questo tempo. Eppure, quando le persone pensano all’energia nucleare, pensano a questi pochi disastri piuttosto che alla sicura, efficiente e verde fonte di energia che in realtà il nucleare è.

Fortunatamente la scienza alla base della produzione di energia dall’atomo è relativamente semplice e ci insegna che non dovremo temerla come giustamente si ha paura delle armi atomiche. Esiste un processo ben studiato che avviene all’interno dell’atomo in grado di fornire una grande quantità di energia che ci consentirebbe di alimentare la nostra civiltà per molti secoli senza produrre gli inquinanti prodotti dalla combustione dei derivati del petrolio o del carbone.

A differenza dell’eolico e del solare, l’energia atomica è sempre disponibile controllando semplicemente tre fattori: le barre di controllo, la temperatura e un regolatore di calore (solitamente acqua). Le reazioni atomiche rendono disponibili i neutroni che il materiale fissile può assorbire. Le barre di controllo regolano l’assorbimento dei neutroni. Una temperatura più alta favorisce la velocità delle reazioni. L’acqua, generalmente serve per regolare la temperatura ma assorbendo neutroni diventa triziata, cioè parte dell’idrogeno si trasforma in un isotopo pesante con tre neutroni nel nucleo. Questa sostanza è radioattiva e lo rimane per decenni.

Non ci sono comunque i rischi che presenta un ordigno atomico e le scorie sono gestibili. Un’esplosione atomica in un impianto sono praticamente pari a zero. Questo per un semplice motivo, il combustibile utilizzato all’interno di ogni reattore nucleare, come richiesto dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica, non è sufficientemente arricchito per rendere una reazione a catena fuori controllo anche solo una possibilità. Il materiale non è in grado di creare un’esplosione nucleare.

Certamente si produrranno scorie radioattive, alcune però saranno riutilizzabili, il plutonio può essere reimpiegato come combustibile nucleare nelle centrali e nelle sonde spaziali che esplorano lo spazio profondo. I materiale come l’acqua triziata invece dovrà essere immagazzinato e gestito. Secondo la World Nuclear Association :

I rifiuti radioattivi escono come rifiuti di alto livello,
che di solito richiede ~ 5 anni di stoccaggio sott’acqua seguiti da ~ 45 anni di stoccaggio a secco,
permettendo alla radioattività e ai livelli di calore di scendere, e a quel punto sono diventati rifiuti di bassa qualità, che possono essere imballati e immagazzinati sottoterra per lo smaltimento a lungo termine.
Anche se dobbiamo ancora superare la mentalità “non nel mio cortile” (NIMBY) quando si tratta di nucleare, questo è essenzialmente un problema scientificamente risolto.

Si potrebbe passare all’energia atomica in meno di due decenni. realizzare una nuova serie di reattori a livello globale per alimentare la nostra civiltà avrà bisogno di un notevole impegno economico. Sarà necessario realizzare infrastrutture come centrali elettriche, torri di raffreddamento e sarà necessario estrarre e raffinare il combustibile. Inoltre è di fondamentale importanza realizzare una catena di gestione dei rifiuti pericolosi. Ma questo impegno economico importante avrà presto le sue ricadute. Lo scarso impegno che abbiamo messo per contrastare la crisi climatica fino a questo punto potrebbe subire una svolta se sostituiamo contemporaneamente:

centrali elettriche a carbone, gas e petrolio con quelle nucleari, la nostra infrastruttura automobilistica a benzina con l’energia elettrica, esigenze di calore ed energia industriali, commerciali e residenziali in soluzioni elettriche piuttosto che basate su combustibili fossili.

Possiamo eliminare più dell’80% dei nostri usi di combustibili fossili, inclusi praticamente tutti quelli non sostenibili. Possiamo trasformare il mondo per un guadagno a lungo termine con un investimento iniziale breve ma significativo .

La nostra civiltà si appresta a inaugurare una nuova era di conquiste scientifiche e tecnologiche, non possiamo permetterci di avere paure e tentennamenti. Non possiamo alimentare la tecnologia del 21° secolo con una tecnologia obsoleta che risale a 200 anni fa e che sta distruggendo il nostro pianeta. L’energia dell’atomo è una via da percorrere verso il futuro che potrebbe aiutarci a porre fine ai mutamenti climatici.

Per molti anni sull’energia atomica ci siamo lasciati guidare dalla la paura, piuttosto che dai fatti. Paura dovuta a pochi accadimenti che hanno certamente fatto dei danni, ma dobbiamo anche ammettere che questo tipo di energia è gestita in sicurezza in ogni suo aspetto, dalla produzione allo stoccaggio dei rifiuti. L’energia atomica è pulita, abbondante e soprattutto conveniente. La nostra civiltà, se vuole conquistare ancora più spazio deve assolutamente farla sua superando i tanti pregiudizi ormai troppo radicati.