Lucrezia Borgia

Lucrezia Borgia, figlia di Rodrigo Borgia, Papa Alessandro VI nasce a Subiaco il 18 Aprile 1480, la sua storia si perde tra leggenda e realtà

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Lucrezia Borgia, figlia del potente cardinale Rodrigo Borgia, in seguito, Papa Alessandro VI, e di Vannozza Cattanei, terza figlia di quattro, nasce a Subiaco il 18 Aprile 1480 e muore a Ferrara il 24 Giugno 1519, nobildonna italiana con origini spagnole è una delle figure più controverse del Rinascimento italiano, la sua storia si perde tra leggenda nera, malignità, tanta, e realtà.Una fanciulla amante per le arti, intelligente, parlava fluidamente in varie lingue,tra cui francese e latino, ma anche la musica, la poesia, la danza e il ricamo,viene educata nel convento di S.Sisto, e affidata alle cure della  cugina del padre Adriana de Mila. 

La sua colpa più terribile? Essere una Borgia.

A dodici anni, ancora inconsapevole dei progetti su di lei del padre, troppo terreno, e del fratello Cesare Borgia troppo ambizioso, viene data in sposa a Giovanni Sforza.

Alla cerimonia, sfarzosa e lasciva, partecipano tutte le nobildonne romane, 12 cardinali, e secondo qualche racconto, “il papa presenta 50 coppe d’argento piene di confetti, che in segno di grande letitia vengono versati nel seno di molte donne” Bucardo, maestro di cerimonie, racconta: ” Il duca di Valentino aveva fatto venire in palazzo 50 cortigiane e tutta la notte stettero in voglia di balli e riso: dopo una cena veloce, le cortigiane erano entrate ed avevano iniziato a ballare con servitori e giovani di casa, ‘primo in vestibus suis deinde nude’; a notte fonda Cesare fece mettere in terra i candelabbri accesi e le donne nude a carponi dovettero fare a gara  per raccogliere le castagne lanciate loro, incitate dal papa,  da qui iniziano i pettegolezzi su una fanciulla di appena 13 anni, che però non manca di assistere con Alessandro VI ad una selvaggia monta tra quattro stalloni e due giumente.

Ma i Borgia sono ambiziosi, molto ambiziosi, e così dopo neanche 4 anni di matrimonio si decide per lei che è uno spreco lasciarla in sposa a Giovanni Sforza. Ma per l’annullamento ci vuole una buona scusa, così il papa e padre di Lucrezia gli fa firmare una dichiarazione dove afferma di essere sterile, ma Lucrezia è incinta e per sfuggire alle accuse del marito che  alimentano  ancora di più il mito di duchessa lasciva e infedele, Lucrezia si nasconde in un convento per partorire in segreto e il bambino viene fatto passare per figlio di Cesare o del papa a seconda delle necessità.

Ma i Borgia non hanno tempo da perdere, loro devono conquistare un paese, e così la fanciulla sposa Alfonso d’Aragona, figlio illegittimo di Alfonso II di Napoli, tra i due però sboccia l’amore, quello vero, che purtroppo non è destinato a durare molto a lungo.

Questa volta è Cesare e le sue ambizioni che pongono fine al matrimonio tra Lucrezia e Alfonso,facendolo uccidere da un suo sicario.

Un duro colpo per la bella Lucrezia che si ritira a Nepi con il figlio avuto da Alfonso.

Nel frattempo che Lucrezia si riprende dal suo lutto il padre e il fratello progettano un nuovo matrimonio: quello con Alfonso I d’Este. Ma Lucrezia è avvolta dalla leggenda nera, in tuta italia si parla di lei, delle sue relazioni incestuose, di presunte orgie di cui ha fatto parte,di rapporti col diavolo e di anelli avvelenati, e così Alfonso è riluttante mentre lei accetta subito, il matrimonio la porterà a Ferrara, lontana dalle tele del padre e del fratello.

Una volta arrivata a Ferrara Lucrezia,   donna bella, colta ed elegante fa cambiare idea ad Alfonso e a tutta la popolazione di Ferrara.

Con gli anni riesce a disfarsi della cattiva fama del periodo romano e si afferma come una perfetta castellana e abile reggente che il potere del marito, amante delle avventure e della caccia, le lasciava sempre più spesso per recarsi in viaggio.

Nel 1512 Lucrezia, per colpa delle sventure che colpirono la casa ferrarese e lei, iniziò ad indossare il cilicio e s’iscrisse al Terz’ordine francescano, si legò ai seguaci di San Bernardino da Siena e di Santa Caterina e fondò il Monte di Pietà di Ferrara per soccorrere i poveri.

Lucrezia muore di li a poco, a seguito di una febbre puerperale, lasciando il suo nome alla storia che veramente le fa poco onore, specie dopo che Donizetti le ha dato il carattere noir che è giunto fino a noi.