Nuovo studio sull’origine del segnale Wow!

Il segnale Wow! aveva tutte le caratteristiche per essere definito un possibile segnale artificiale di origine extraterrestre. Nonostante non sia stato più ascoltato i ricercatori hanno proposto diverse spiegazioni, l'ultima associa il segnale a una stella simile al nostro Sole

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Il 15 agosto del 1977, l’osservatorio Big Ear dell’Ohio State University registrò per 72 secondi un segnale radio proveniente dalla direzione della costellazione del Sagittario. Il 18 agosto, l’astronomo Jerry Ehman, durante i controlli di routine delle stampe di dati provenienti dal Big Ear, notò una breve ma interessante stringa di 6 caratteri circondata dall’usuale rumore di fondo. L’astronomo afferrò una penna rossa e tracciò una linea attorno alla sequenza scrivendo a margine una singola parola, “Wow!”, che divenne in seguito il nome del segnale.

Il segnale aveva tutte le caratteristiche per essere definito un possibile segnale artificiale di origine extraterrestre in quanto era difficilmente spiegabile come prodotto da una sorgente naturale. Nonostante successivi tentativi di ascolto, da allora, non è stato più registrato. Anche i tentativi di ascolto fatti negli anni ’80 e ’90 con strumenti più potenti (Meta e Very Large Array) diedero esito negativo.

Frank Drake, co-fondatore del SETI, sostenne che il segnale avrebbe potuto essere un messaggio proveniente da una civiltà extraterrestre capace di inviare un’unica fortissima emissione in grado di raggiungerci. Il radiosegnale avrebbe potuto anche essere un riflesso di un segnale terrestre rinviato da alcuni detriti, teoria subito confutata in quanto gli strumenti in uso all’epoca non effettuavano trasmissioni fuori dal pianeta a frequenze di 1400 MHz.

Altri ricercatori provarono a dare una risposta sull’origine del segnale. Antonio Paris, ad esempio, nel 2016 avanzò l’ipotesi che il segnale Wow! potesse essere stato emesso da comete come 266P/Christensen e P2008 Y2. La ricerca di Paris però, ricevette notevoli critiche dalla comunità di astronomi e astrofisici in quanto non forniva una scala per le sue misure e utilizzava un metodo di misura poco adatto e soggetto ad errori. A respingere la tesi di Paris furono i radioastronomi dell’Ohio State University Radio Observatory in quanto l’autore non fornì alcun confronto spettrale fra il segnale Wow! e la presunta emissione della cometa.

La storia del segnale Wow! non si è ancora chiusa, soprattutto dopo alcune indagini portate a termine da un astronomo dilettante.

Prima di tutto raccontiamo alcuni retroscena. Nel 2013, l’Agenzia spaziale europea lanciò l’osservatorio spaziale Gaia per determinare la posizione, la distanza e il movimento delle stelle con una precisione senza precedenti. Finora, Gaia ha mappato circa 1,3 miliardi di stelle, consentendo agli astronomi di iniziare a creare la mappa 3D più dettagliata mai realizzata della Via Lattea. La missione dovrebbe continuare fino al 2024.

Grazie alla mappatura effettuata da Gaia oggi abbiamo una migliore comprensione della galassia e delle stelle al suo interno e questo ha dato un’idea all’astronomo dilettante Alberto Caballero. Il database Gaia è ora significativamente più dettagliato del catalogo di stelle studiato da John Kraus, direttore dell’osservatorio Big Ear che captò il segnale negli anni ’70.

Caballero ha rivolto l’attenzione verso le stelle simili al Sole tra le migliaia catalogate da Gaia nella regione del cielo dalla quale giunse il segnale Wow!. La ricerca effettuata dall’astronomo ha trovato un solo candidato. “L’unica stella simile al Sole nella regione del Sagittario, da cui sembra essere giunto il segnale è la stella 2MASS 19281982-2640123″, afferma l’astronomo dilettante. Questa stella si trova, infatti, nella costellazione del Sagittario a una distanza di 1800 anni luce. È un gemello identico al nostro Sole, con la stessa temperatura, raggio e luminosità.

Ovviamente, la scoperta di Caballero non significa che 2MASS 19281982-2640123 debba essere stata necessariamente la fonte del segnale. Ci sono molte stelle in quella regione celeste e alcune sono troppo scure per essere incluse nel catalogo. Una di queste potrebbe essere la fonte del segnale Wow!.

Caballero ha identificato altre 66 stelle che potrebbero essere la fonte del segnale, ma le prove, nel loro caso, sono meno consistenti. In futuro Gaia e altri progetti simili potrebbero offrire nuovi dati ma, per il momento, 2MASS 19281982-2640123 è la nostra migliore candidata per studi futuri. Caballero afferma che un obiettivo ovvio sarebbe cercare tracce della presenza di esopianeti in orbita attorno a questa stella.

Fonte: https://www.discovermagazine.com/the-sciences/sun-like-star-identified-as-the-potential-source-of-the-wow-signal