66 accampamenti dell’esercito romano nel nord della Spagna

L'esercito romano qui presente era davvero immenso: i 66 accampamenti fanno luce sulla famigerata conquista

Antichi romani
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Scoperti all’incirca 66 accampamenti dell’esercito romano nel nord della Spagna, che aiuteranno a far luce sulla famigerata conquista e sul passato di questo territorio. I campi mostrano quanto fosse grande l’esercito romano circa 2.000 anni fa durante la conquista della penisola iberica. Joao Fonte, archeologo paesaggista dell’Università di Exeter in Inghilterra  co-autore dell’articolo riguardante l’argomento, ha detto che tali accampamenti “rivelano l’intensa attività romana all’ingresso dei monti Cantabrici durante l’ultima fase della conquista romana della Hispania”. I resti dei 66 campi, realizzati per l’addestramento e il riparo, sono stati scoperti utilizzando la tecnologia di telerilevamento. Si va da piccoli forti di poche migliaia di piedi quadrati a grandi recinti fortificati di 37 acri (15 ettari) e aiutano a spiegare come i romani abbiano avuto successo nella loro battaglia di 200 anni per conquistare la penisola iberica dai nativi.

Come agivano i soldati dell’esercito romano?

Il gran numero di soldati ospitati in questi campi significava che potevano attaccare gli abitanti locali da diverse direzioni. L’esercito romano ha istituito questi insediamenti temporanei quando “si muove attraverso un territorio ostile o quando esegue manovre attorno alle loro basi permanenti” ha detto Joao Fonte. Erano posizionati strategicamente per aiutare i soldati a superare i freddi mesi invernali senza lasciare i loro posti. Uno dei grandi obiettivi della sanguinosa conquista era quello di ottenere l’accesso alle risorse naturali della zona, come l’oro e lo stagno. 

Come è avvenuta la scoperta

I resti dei 66 campi, realizzati per l’addestramento e il riparo, sono stati scoperti utilizzando la tecnologia di telerilevamento. Si va da piccoli forti di poche migliaia di piedi quadrati a grandi recinti fortificati di 37 acri (15 ettari) e aiutano a spiegare come i romani abbiano avuto successo nella loro battaglia di 200 anni per conquistare la penisola iberica dai nativi. Joao Fonte ha specificato: “Abbiamo identificato così tanti siti perché abbiamo utilizzato diversi tipi di telerilevamento”. Il team ha analizzato la fotografia aerea e le immagini satellitari, incluso Google Earth, ha creato modelli 3D del terreno e ha utilizzato i droni per creare mappe dettagliate dell’area. La maggior parte dei siti sono stati trovati vicino a dove i romani successivamente stabilirono importanti città. I risultati sono stati dettagliati il ​​2 dicembre sulla rivista Geosciences

Notizie sulla Hispania 

Quando parliamo della Spagna sotto il dominio romano, ci riferiamo alla Hispania Terraconensis. Precisiamo come questo nome divenne ufficiale per la provincia antica dell’Hispania citerior non prima del terzo secolo a.C. All’epoca la Caellecia e l’Asturia vennero separate dal territorio citeriore. Il nome citerior andò a definire la parte est della penisola iberica. Tale provincia risultava essere la più vasta dell’impero romano dopo quelle dell’Egitto e dell’Africa proconsolare. 

Come Roma entrò in contatto con la Spagna

Roma entrò in contatto con la penisola iberica nel corso della seconda guerra punica tramite Cartagine. All’epoca la città africana si vide costretta ad aumentare i possedimenti in Europa occidentale per poter soddisfare le non di certo modeste richieste da parte dei vincitori del conflitto precedente. L’invasione della Spagna da parte di Roma si ebbe nel 218 a.C. quando Annibale aveva terminato di assediare Sagunto, città all’epoca alleata dei romani. Per circa 20 anni a partire da tale momento, la Spagna fu al centro delle questioni belliche tra le due fazioni. 

Viriato: l’eroe ispanico

Viriato fu uno dei più grandi condottieri ispanici mai esistiti. Guerrigliero, comandante coraggioso e uomo di altissimo senso morale, Viriato combattè valorosamente i romani pe rla libertà del popolo ispanico, mettendo più di una volta in difficoltà gli invasori italici. Tito Livio lo descrive come “grande uomo e condottiero”, mentre Diodoro Siculo ne parla come “coraggioso nei pericoli, prudente e attento … Più amato di quanto lo fosse mai stato chiunque prima di lui”. Sempre secondo Diodoro Siculo Viriato sarebbe stato un principe e fu ucciso tramite un intrigo di Cepione, che corruppe tre grandi amici dell’eroe: Audax, Ditalco e Minurus. Viriato venne assassinato nella sua tenda, mentre dormiva. Chissà, se Viriato fosse sopravvissuto, data la sua forza e la sua bravura sul campo di battaglia, la storia romana non sarebbe andata così come la conosciamo oggi…

FONTI:

https://www.treccani.it/enciclopedia/hispania-tarraconensis_%28Enciclopedia-dell%27-Arte-Antica%29/

https://www.livescience.com/roman-army-camps-infamous-conquest.html

http://www.instoria.it/home/province_romane_hispania.htm