Fisica/Astronomia/astrofisica

Fast radio Burst, potrebbe verificarsene anche uno al secondo

I Fast Bursts (FRB) sono emissioni di onde radio estremamente rapide e incredibilmente potenti prodotte da misteriose fonti extragalattiche. Finora sono state individuati solo una trentina di questi eventi, ma ne abbiamo perso molti altri.

In un nuovo articolo, Anastasia Fialkov e Avi Loeb dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics stimano che potrebbe essere rilevato un FRB ogni secondo. L’articolo è pubblicato nelle Astrophysical Journal Letters .

Se abbiamo ragione sul fatto che vi sia un così elevato quantitativo di FRB, possiamo immaginare il cielo pieno di lampi, come se decine di paparazzi scattassero insieme foto ad una celebrità“, ha dichiarato il dottor Fialkov in un comunicato. “Invece della luce che possiamo vedere con i nostri occhi, questi lampi sono fasci di onde radio“.

Lo studio non è basato sull’intera, e scarna, quantità di FRBs che abbiamo rilevato finora, ma su una singola emissione chiamata FRB 121102 . Questo FRB è molto speciale perché è l’unico che abbiamo osservato che si è ripetuto. Questa caratteristica ha permesso agli astronomi di scoprire da dove proviene, una galassia nana distante 3 miliardi di anni luce.

Si ritiene che il FRB 121102 sia prodotto da una giovane stella di neutroni con un campo magnetico straordinario. Non è chiaro se è rappresentativo della maggior parte dei FRB nell’universo ma anche se non lo fosse, potrebbero esserci centinaia o addirittura migliaia di eventi simili nel cielo ogni giorno. Un’altra idea avanzata è che queste drammatiche esplosioni costituiscono l’origine di eventi unici, anche se nessuna controparte visiva è stata scoperta.

Osservare un maggior numero di questi eventi potrebbero aiutarci a comprendere i fenomeni cosmologici con cui ci stiamo confrontando, a patto che siano esistiti fin dall’inizio dell’universo. Un suggerimento dei ricercatori è quello di utilizzare i FRB per esaminare la “nebbia” dell’epoca della reionizzazione, quando la maggior parte dell’idrogeno dell’universo stava ancora schermando la luce delle prime stelle e delle galassie.

I FRB sono come torce incredibilmente potenti che pensiamo possano penetrare questa nebbia e permetterci di vedere a grandi distanze“, ha dichiarato Fialkov. “Questo potrebbe permetterci di studiare l’alba dell’universo in un modo nuovo“.

Gli osservatori con i radiotelescopi di nuova generazione, come lo Square Kilometer Array, dovrebbero avere una sensibilità di rilevamento sufficiente a captare più di un FRB al minuto, in modo da scoprire presto la tipicità di FRB 121102.

Share