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2016 HO3, un nuovo “quasi satellite” per la Terra, anche se con un peculiare comportamento

Quando l’oggetto fu osservato per la prima volta lo scorso anno, qualcuno pensò che potesse trattarsi di spazzatura spaziale ma, nuove e più approfondite osservazioni, hanno escluso questa ipotesi e confermato che 2016 HO3 è sicuramente un asteroide e, quasi, un nuovo satellite della Terra.

Infatti 2016 HO3 percorre una traiettoria, a dir poco, peculiare: orbita intorno al Sole ma anche intorno al sistema Terra-Luna, mantenendo la sua posizione entro un raggio variabile da 38 a 100 volte la distanza tra il nostro pianeta e la Luna. Quindi è abbastanza vicino da porre domande e dubbi sulla sua origine ma un po’ troppo lontano per poterlo studiare nel dettaglio.

Le osservazioni effettuate dal professor Vishnu Reddy e il suo team, dell’università dell’Arizona, su HO3 del 2016, hanno limitato il diametro dell’oggetto a non più di 100 metri, stabilito che riflette la luce proprio come fanno gli asteroidi e che ruota sul suo asse due volte l’ora.

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2016 HO3 (in alto a sinistra) mentre si muove attraverso il cielo. Osservatorio LBT

2016 HO3 è uno dei cinque quasi satelliti della Terra ed è quello con l’orbita più stabile. Questi oggetti sono satelliti “quasi” perché la loro orbita non è esattamente stabile e potrebbe cambiare significativamente nel tempo. Molti dei quasi satelliti scoperti smettono di esserlo dopo alcuni anni, ma 2016 HO3 potrebbe mantenere stabile la sua orbita per centinaia di anni. I quasi satelliti della Terra provengono tutti dalla popolazione di oggetti vaganti del sistema solare definiti Near-Earth Object (NEO). Si tratta di oggetti che normalmente percorrono un’orbita propria intorno al Sole che periodicamente va ad intersecarsi con l’orbita della Terra. Ogni tanto succede che l’attrazione gravitazionale del nostro pianeta ne catturi uno deviandolo, almeno temporaneamente, dalla sua orbita, costringendolo ad effettuare rivoluzioni intorno alla terra, seguendone il suo percorso.

Conoscere 2016 HO3 ha implicazioni oltre l’astronomia pura. Infatti, stiamo cercando di capire come sarà possibile in futuro sfruttare le risorse minerarie presenti sugli asteroidi e averne uno relativamente vicino sul quale testare le tecnologie relative potrà rivelarsi un grande vantaggio.

 

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