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Ambiente: la grande barriera corallina rischia di morire

Da bbc.com

È ormai da diversi anni che si allarga l’area sbiancata della grande barriera corallina australiana. Recenti indagini aeree dimostrano che oltre i due terzi della barriera sono ormai compromessi.

Lo sbiancamento, o perdita delle alghe, è un fenomeno che si manifesta quando la temperatura delle acque circostanti si alza e impedisce alle alghe colorate di insediarsi sui coralli. Al momento, il fenomeno colpisce un tratto 1500 km della barriera.

Nell’ultimo anno il danno si è concentrato sulla parte centrale della barriera ma, negli anni precedenti, lo sbiancamento dei coralli ha colpito principalmente la parte nord. Secondo molti esperti la continuità del fenomeno lascia poche possibilità al corallo danneggiato di riparare il danno subito.

Il prof Terry Hughes, della James Cook University, ha dichiarato che i governi di tutto il mondo devono urgentemente affrontare il problema del cambiamento climatico che provoca il riscaldamento delle acque marine per evitare l’estinzione del corallo.

“Dal 1998, abbiamo visto quattro di questi eventi e la distanza tra di loro è variata sostanzialmente, ma questo è il divario più breve abbiamo visto,” ha detto il Prof Hughes alla BBC.

Un grafico che mostra i danni alla Grande Barriera Corallina nel 2016 e nel 2017copyright: ARC CENTRO DI ECCELLENZA PER CORAL REEF STUDIES

“È essenziale agire il prima possibile sulla riduzione delle emissioni serra a livello globale e meglio è. Per la salute dell’ambiente è necessario completare il più in fretta possibile la transizione dei combustibili fossi alle fonti rinnovabili di energia”

Quasi 800 tratti di barriera corallina lungo quasi 8000 km sono tenuti sotto osservazione dal Australian Research Council’s Centre of Excellence for Coral Reef Studies.

I risultati dello studio dimostrano che solo la parte meridionale della barriera è relativamente indenne. Il Dr James Kerry ha dichiarato che il danno monitorato negli ultimi anni è senza precedenti: “Il danno all’area centrale della barriera, quest’anno, è stato gravissimo, pari solo a quello rilevato lo scorso anno all’area settentrionale” come riferito in un’intervista alla BBC. “La continuità della degenerazione negli ultimi due anni, di fatto, impedisce ai coralli di recuperare dai danni passati.”

Lo sbiancamento dei coralli, normalmente, è causato dall’aumento delle temperature idriche dovute a due correnti calde naturali. Recentemente, si è aggravato a causa del cambiamento climatico provocato dall’uomo, perchè gli oceani assorbono qualcosa come  il 93% dell’aumento del calore della Terra.Lo sbiancamento accade quando i coralli sotto stress scacciano le alghe zooxanthellae che danno loro il colore. Quando le condizioni tornano normali, i coralli possono recuperare, ma il processo di riparazione può richiedere decenni e se lo stress continua i coralli possono morire.

Nel passato questo fenomeno si presentava soprattutto in contemporanea con le manifestazioni periodiche di El Niño mentre, negli ultimi due anni, la causa del riscaldamento delle acque può essere attribuita solo all’opera dell’uomo.La grande barriera corallina è una vasta collezione di migliaia di piccole barriere coralline che si estende dalla punta settentrionale del Queensland alle città del sud dell’Australia, nello stato di Bundaberg. Dal 1981 la barriera corallina gode dello status di Patrimonio Mondiale dell’umanità.

Secondo l’ONU, l’area della grande barriera corallina costituisce il maggior patrimonio di biodiversità del mondo ed è di enorme importanza sia per la scienza sia per la sopravvivenza della vita sul nostro pianeta

Fonte: BBC

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