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Asteroidi e meteore: conseguenze degli impatti con la Terra

Da qualche anno vengono diffusi, con una certa frequenza, continui allarmi sul pericolo di enormi asteroidi prossimi a schiantarsi sul nostro pianeta. Nella maggior parte dei casi si tratta di articoli dai titoli allarmistici che hanno esclusivamente la funzione di generare interesse e paura per generare visualizzazioni di pagina e click sulle pubblicità. È una tecnica disdicevole che favorisce pesantemente quella che oggi si chiama fake news o pessima informazione. La realtà è che sono bassissime le probabilità che un asteroide di grandi dimensioni si schianti sulla Terra proprio in questo periodo, tuttavia è vero che il nostro pianeta è esposto a questo rischio che, stando agli studi compiuti dai geologi, dagli astronomi, dagli zoologi e dai paleontologi, si è concretizzato almeno un paio di volte durante i 4,5 miliardi di anni della storia del pianeta. Quando un grosso asteroide si schianta sulla Terra possono esserci conseguenze importanti che, in passato, sono arrivate fino all’estinzione del 80% delle forme di vita del pianeta. L’ultimo evento di questo genere si è verificato circa 65 milioni di anni fa e potrebbe essere stato la causa dell’estinzione pressoché totale dei grandi rettili.

Sulla Terra, in realtà, cadono cadono continuamente polvere e sassi cosmici di piccole dimensioni che si vaporizzano nell’atmosfera durante la loro caduta. Saltuariamente meteore di dimensioni maggiori arrivano fino alla superficie e, nella maggior parte dei casi, finiscono in mare senza fare danni. Nello spazio, però, vagano anche meteore di dimensioni maggiori, il cui impatto con il nostro pianeta può provocare danni importanti. Un gruppo di scienziati guidati dal professor Clemens Rumpf ha pubblicato, lo scorso 27 marzo, su Meteoritics & Planetary Science i risultati di una simulazione al computer di oltre un milione di diversi impatti per meteore e piccoli asteroidi abbastanza grandi da raggiungere la superficie terrestre.

Le conclusioni di questo studio sono interessanti in quanto certificano che  non sarà uno tsunami né un terremoto e neanche l’impatto devastante della roccia spaziale. Se un asteroide vi ucciderà, sarà per le spaventose raffiche di vento e per le onde d’urto provocate dall’esplosione generata dalla caduta. Questa è una delle conclusioni cui è giunta la simulazione al computer che ha indagato i rischi di mortalità di oltre un milione di possibili tipi di impatto di asteroidi.

In uno scenario estremo, la simulazione prevedeva una roccia spaziale di 200 metri di diametro che, sfrecciando a 20 chilometri al secondo, impattava su Londra, provocando la morte di più di 8,7 milioni di persone. Quasi tre quarti dei morti, in quello di scenario apocalittico, erano provocati dall’onda d’urto e dai venti fortissimi generati dall’impatto.

In una relazione separata, i ricercatori hanno esaminato la simulazione di 1,2 milioni di potenziali impatti di meteoriti e asteroidi fino a 400 metri di diametro in tutto il mondo. In tutte le simulazioni i venti fortissimi e le tremende onde d’urto sono la causa di circa il 60 per cento del totale dei morti.

4.126 è il numero medio di morti previsti per l’impatto di un asteroide di 50 metri di diametro.

18.424 è il numero medio di morti previsti per l’impatto di un asteroide di 100 metri di diametro.

276.311 è il numero medio di morti previsti per l’impatto di un asteroide di 400 metri di diametro.

“Questi asteroidi non sono una preoccupazione in quanto l’eventualità di un loro impatto è molto rara nella storia della Terra ma si è voluto esaminare cosa potrebbe succedere nel caso ne arrivasse uno. Gli asteroidi potrebbero esplodere anche prima di impattare il suolo a causa dell’intenso calore cui sono sarebbero sottoposti dall’attrito con l’atmosfera e, in quel caso, provocherebbero raffiche di vento ad alta velocità, calore intenso e onde d’urto ad alta pressione. Asteroidi abbastanza grandi da giungere a terra sarebbero ancora più pericolosi, potendo provocare terremoti, tsunami, lanciare in aria detriti  e, naturalmente, creando crateri d’impatto.

Uno studio di questo genere potrebbe essere utile in futuro per valutare se tentare di deviare o distruggere un eventuale asteroide in rotta di collisione con la terra.

La valutazione di letalità è iniziata con una mappa della distribuzione delle popolazioni umane e simulazioni numeriche delle energie scatenate dalla caduta di asteroidi. Queste informazioni sono state poi incrociate con i dati degli eventi conosciuti e relazionati anche con le informazioni disponibili su eventi meteorologici estremi e le conseguenze note delle esplosioni nucleari. Lo studio si è focalizzato sui risultati a breve termine di un impatto piuttosto che sulle conseguenze a lungo termine innescate dalle polveri proiettate nell’atmosfera dall’impatto con inevitabili conseguenze climatiche.

 

L’impatto più mortale ha ucciso circa 117 milioni di persone ma la maggior parte degli asteroidi analizzati nelle simulazioni si sono rivelati scarsamente pericolosi. Più della metà degli asteroidi più piccoli di 60 metri di diametro e tutti gli asteroidi più piccoli di 18 metri di diametro non dovrebbero causare vittime. Rocce più piccole di 56 metri di larghezza, di solito, non arrivano neanche a terra ed esplodono nell’atmosfera. C’è però da ricordare che queste esplosioni possono generare calore intenso e venti ad alta velocità che lanciano detriti e onde di pressione che possono provocare la rottura di organi interni e, in alcuni casi, anche la morte.

Gli tsunami sono la causa dell’80% dei morti provocati da impatti contro la superficie degli oceani. D’altra parte, gli impatti sulla terraferma provocano moltissimi decessi attraverso le onde di calore che generano. Tutti gli asteroidi in grado di colpire la superficie del pianeta, sia acqua o terra, generano ondate di calore e venti fortissimi oltre a onde d’urto mortali. Gli effetti materiali dell’impatto come terremoti e la ricaduta dei detriti sbalzati in aria dall’impatto, provocano meno del 2% del totale dei morti.

Meteore di 20 metri di diametro come quella che ha illuminato il cielo e mandato in frantumi le finestre intorno alla città russa di Chelyabinsk nel 2013, hanno una frequenza di circa una volta al secolo ( SN online: 2/15/13 ). Impatti in grado di indurre estinzioni, grandi almeno 10 chilometri come quello che provocò la fine dei dinosauri 66 milioni di anni fa ( SN:. 2/4/17, p 16 ), sono ancora più rari, colpendo la Terra circa ogni 100 milioni di anni.

La meteora che esplose sopra i cieli di Chelyabinsk, in Russia, nel 2013, colpiscono, mediamente, una volta ogni 100 anni.(IMMAGINI OLEG KARGOPOLOV / AFP / GETTY)

La NASA sta portando avanti un progetto per mappare tutti gli oggetti potenzialmente pericolosi del sistema solare. si stima che, fin’ora, siano stati catalogati circa il 27% di tutti gli oggetti celesti. Questo studio ha la funzione di permettere di prevedere in anticipo l’arrivo di un oggetto davvero pericoloso per poter adottare contromisure efficaci. Una delle idee considerate più funzionali è quella di provocare un’esplosione nucleare nei pressi della superficie dell’asteroide per provocarne una deviazione sufficiente a non farlo catturare dal campo gravitazionale terrestre.

Questa ricerca potrà fornire informazioni su come reagire in caso di probabile impatto, valutando se sia il caso di evacuare l’area o tentare di distruggere o deviare l’oggetto celeste.

Bibliografia:

C.M. Rumpf, H.G. Lewis and P.M. Atkinson. Asteroid impact effects and their immediate hazards for human populations. Geophysical Research Letters, in press, 2017. doi: 10.1002/2017GL073191.

C.M. Rumpf, H.G. Lewis and P.M. Atkinson. Population vulnerability models for asteroid impact risk assessment. Meteoritics & Planetary Science. Published online March 27, 2017. doi: 10.1111/maps.12861.

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