Stefania de Luca

Quando da piccola, negli anni ’70, la domenica mattina non si andava a scuola, mi svegliavo sempre presto per andare a sfogliare i libri sull’ Universo e le riviste scientifiche che al tempo riportavano tavole di artisti che rappresentavano i pianeti e le Lune. Rimanevo affascinata per ore a guardare e leggere quello che vi era scritto, di difficile comprensione per una bambina di terza elementare. Quando mi chiedevano cosa volevi fare da grande io rispondevo: o lo scienziato o l’astronauta!
Nel 1984, quando Rubbia e Van der Meer vinsero il premio Nobel per la scoperta dei bosoni W+, W- e Z0 responsabili dell’intereazione forte, tutti i giornali e le televisioni ne parlavano, io rimasi colpita e andai a prendere quella grande enciclopedia che stava li nei ripiani della libreria e trovai un completo trattatoo sulla fisica nucleare e subnucleare. Nonostante fosse un argomento difficile e pensato incomprensibile per molti, io attratta dall’idea di capire cosa fosse una particella subatomca e quale funzione avesse un ‘bosone’ in relazione ad una forza nucleare (e la curiosità devastò la mia mente) cominciai a leggere le prime nozioni di quella che per molti era una materia difficile, senza nessuna base e nessun riscontro.
Tantissime parole strane, come ‘spin’. Mi scervellavo a comprendere cosa potesse essere lo spin di una particella, un concetto puramente matematico ipotizzato per la prima volta da Pauli,nell’ambito della meccanica quantistica, agli albori del XX secolo. Trovavo tutto ciò affascinante e anche se non riuscivo a comprendere la stragrande maggioranza delle cose, cominciavo a mettere a fuoco e a far miei concetti e un linguaggio che permetteva di esprimere concetti ‘densi’ in pochissimi vocaboli.
Presi un diploma di ragioniere, voluto fortemente per ragioni familiari (la così detta ‘ditta di famiglia’) e quindi non avendo potuto proseguire sulla via maestra degli studi, proseguii io per conto mio, come passione personale.
Uno dei primi libri che lessi fu ‘Dal Big Bang ai buchi neri’ di Stephen Hawking, poi ‘I primi 3 minuti’ di Weinberg. Quelle furono le molle che scatenarono tutto il resto. Proseguii nel tempo a divorare qualsiasi libro o rivista scientifica, ma anche tecnologica, che potessi trovare. Con l’avvento di internet i mezzi si sono moltiplicati e ho avuto accesso ad un sacco di informazioni on line in tempo reale, e mi si è aperto un mondo meraviglioso.
Oggi da 3 anni ho un gruppo di Astrofisica su Fb, eterogeneo, che spazia dal semplice appassionato al fisico teorico, e si discute sulle ultime notizie dal fronte più avanzato della fisica e dell’astrofisica, con specifico riferimento alla fisica teorica e dando largo spazio alle evidenze osservative nei riscontri dei dati provenienti dai satelliti spaziali e passati al vaglio della comunità scientifica.
Oliver Melis
45 anni classe 72, istruttore di Bodybuilding e da sempre appassionato di scienza e di misteri, gestisce da qualche anno diversi gruppi facebook che si occupano di complotti e bufale, ha il dente avvelenato soprattutto con scialchimisti e ufologi. Gruppi facebook: NWO Italia, Perle complottare , Le scie chimiche sono una cazzata
Paola Camilli
Sono un’informatica di Roma, con una precisa caratteristica: la curiosità. Sono curiosa di tutto, ma particolamente appassionata di musica, eventi di costume, società. Ho un debole per i videogiochi MMORPG (Massive(ly) Multiplayer Online Role-Playing Game, ovvero gioco di ruolo in rete multigiocatore di massa), che mi appassionano sia dal punto di vista ludico che di dinamica cyber-sociale.
Gruppi facebook: I mitici anni ’70Noi che gli anni ’80…
Massimo Giuseppe Zito
Fabiana Lanzi
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