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Il corbezzolo, un frutto consumato fin dall’antichità

Il corbezzolo (Arbutus unedo) è una pianta sempreverde che appartiene alla famiglia delle Ericaceae ed è diffusa nelle regioni che presentano un clima mediterraneo. Durante la fioritura, solitamente in autunno, i suoi piccoli fiori bianchi a forma di campanella formano un’allegra cascata di colore destinata a trasformarsi in un frutto a bacca dal colore rosso vivo e il gusto dolcissimo. Il corbezzolo da secoli è protagonista degli splendidi giardini all’italiana e oggi è diffuso in Toscana, nelle Marche ed in alcuni punti del Lazio. All’estero la troviamo oltre che in Tunisia, tra le mura dei riad marocchini, alle Canarie e in Irlanda.

Il corbezzolo è un arbusto resistente alla siccità, e tollera leggermente il freddo, fino a circa -10/-15°C. , è un arbusto rustico e resistente a molti parassiti. Vegeta in terreni sub-acidi, anche rocciosi. Il corbezzolo, fiorendo in inverno, fruttifica solo in zone a clima mite dove le api possono impollinare, nel sud italia, anche se la piante riesce vivere in inverni più freddi (come nespolo del giappone).

Una curiosa proprietà del corbezzolo è quella di ospitare, tra ottobre e novembre, nella stagione della fioritura, contemporaneamente i fiori, frutti immaturi e frutti maturi. Questo succede perché, dopo la fioritura, al frutto occorrono due anni per giungere a maturazione passando dal color verde a quello rosso. Il forte contrasto di colori di questo arbusto lo rende particolarmente adatto come pianta ornamentale nei giardini. Il corbezzolo è una pianta a crescita rapida e molto longeva, può arrivare a vivere per diversi secoli.

Il corbezzolo possiede numerose proprietà terapeutiche. Le foglie di corbezzolo contengono numerosi tannini: essendo un validissimo antisettico urinario, potrete preparare con facilità un infuso di corbezzolo utilizzando circa 6-7 grammi di foglie di corbezzolo per ogni tazza d’acqua, lasciandole in infusione per 15 minuti. L’infuso di corbezzolo vi aiuterà a combattere cistite e infiammazioni della vescica.

Dai fiori del corbezzolo si ricava un miele ottimo e particolarmente prezioso in quanto, avvenendo la fioritura tra ottobre e novembre, negli autunni più freddi della media le api non sono attive e quindi non è ricavabile tutti gli anni.
Dal frutto si può ricavare l’aceto di corbezzolo utilizzando una manciata di corbezzoli poco maturi, 6 foglie di alloro e un litro di aceto: basta mettere alloro e corbezzoli in una bottiglia, aggiungere l’aceto, chiudere ermeticamente e lasciar riposare il composto in un luogo fresco e asciutto, al buio, per tre settimane. I corbezzoli matureranno all’interno della bottiglia raggiungendo il colore rosso che li contraddistingue: con l’aceto al corbezzolo si possono condire le insalate dandogli un gusto davvero speciale.

È possibile anche preparare la marmellata di corbezzolo: lavare i corbezzoli e metterli in pentola coprendoli con acqua fredda: i frutti devono bollire per circa 20 minuti, poi vanno schiacciati attraverso un colino fitto in modo da separare semi e polpa. Una volta ottenuta la polpa (circa 500 grammi), aggiungere 140 gr di zucchero di canna e il succo di mezzo limone spremuto: fare bollire in una pentola a fuoco vivace per dieci minuti. A questo punto la marmellata di corbezzolo è pronta. Si tratta di qualcosa che i nostri nonni sapranno apprezzare più di noi.

I frutti si possono anche consumare direttamente, conservarli sotto spirito, utilizzarli per preparare, oltre alle confetture, mostarde e liquori, cuocerli nello zucchero per caramellarli; con la fermentazione forniscono una buona acquavite e facendoli macerare per 10-30 giorni in soluzione alcolica se ne ottiene un delicato liquore in uso specialmente nelle Marche e in Corsica. Nelle Marche, e specificamente nella zona del promontorio di Monte Conero, una secolare tradizione voleva che gli abitanti della zona accorressero nel giorno dei santi Simone e Giuda (28 ottobre) nelle selve per cibarsi abbondantemente dei frutti del corbezzolo incoronandosi dei rami della pianta, perpetuando così un rito bacchico rivisitato in chiave cristiana. Oggigiorno la festa del corbezzolo non è più celebrata ufficialmente, ma gli abitanti della zona del Conero amano ancora recarsi nei boschi del promontorio per raccogliere i corbezzoli durante le belle giornate autunnali.

Secondo alcuni studi, il decotto di radice di corbezzolo è un valido alleato nella cura dell’artesclerosi.

 

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