Medicina, Salute

Dalla ricrescita della coda delle lucertole una possibile terapia per i traumi midollari e cerebrali?

Per la prima volta, gli scienziati hanno identificato le cellule che consentono alle lucertole di far ricrescere le proprie code. Si tratta di una scoperta importante perché potrebbe essere il primo passo verso una terapia che solleciti i midollo spinale danneggiato a ricrescere e a ripristinare le sue funzioni dopo un danno da trauma.

Alcune lucertole e le salamandre, quando sono minacciate da predatori, sono in grado di abbandonare la propria coda, la quale, una volta staccata dal corpo, continua ad agitarsi distraendo il predatore mentre la lucertola si mette in salvo. In seguito la coda ricresce.

L’aspetto interessante per i ricercatori è il fatto che a differenza che nei mammiferi, il midollo spinale delle lucertole si estende fino alla coda. Ciò significa che quando gli animali iniziano il processo di ricrescita della propria coda, risviluppano anche il midollo spinale. L’idea è quella di trovare il modo di imitare lo stesso meccanismo per indurre anche negli esseri umani la proliferazione delle cellule del midollo in caso di danno.

Nel geco la coda ricresce completamente in soli 30 giorni. Vickaryous Lab

I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Comparative Neurology.

In pratica, la ricerca ha accertato che il midollo spinale del geco leopardo contiene un particolare tipo di cellula staminale chiamata glia radiale. Queste cellule si trovano in tutti i vertebrati e, nei mammiferi, aiutano i neuroni neonatali ad insediarsi nelle loro destinazioni finali. Nelle altre fasi della vita queste cellule restano inattive.

Nelle lucertole dopo la perdita della coda viene rilasciata una proteina che stimola queste cellule a proliferare nella zona della frattura in risposta alla lesione. In definitiva, man mano che ricresce la coda ricresce anche il midollo spinale. A ricrescita terminata, le cellule ritornano in uno stato di riposo “.

La capacità rigenerativa delle lucertole non è limitata solo alle code, in quanto possono riparare anche altre parti del loro sistema nervoso centrale. Anche questa è una capacità che interessa i ricercatori perché potrebbe insegnarci il meccanismo con il quale rigenerare le cellule cerebrali in aree di cervello danneggiate, per esempio in un paziente colpito da ictus.

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