Medicina, Salute, Tecnologia

Dalle stampanti 3D una nuova speranza per chi necessita di un trapianto di cornea

Un team di ricercatori dell’Università di Newcastle nel Regno Unito è riuscito a produrre cornee vitali e funzionanti utilizzando una stampante 3d ed un apposito gel. Si tratta di una una combinazione di alginato e collagene che mantiene in vita le cellule staminali mentre produce un materiale abbastanza rigido da mantenere la forma e, al contempo, abbastanza morbido da essere modellato dall’ugello di una stampante 3D.

“Questo gel si basa su un precedente lavoro che aveva permesso di tenere in vita le cellule staminali per settimane a temperatura ambiente all’interno di un idrogel simile. Ora è possibile disporre di cellule staminali contenenti bio-inchiostro pronte all’uso che consentono agli utenti di iniziare a stampare i tessuti senza doversi preoccupare di far crescere le cellule separatamente. 

Le cornee stampate in 3d saranno ora sottoposte ai test necessari per accertarne l’efficacia, la durata e la reale possibilità di applicarle sugli esseri umani.

Le distrofie corneali sono una delle malattie corneali più comuni, causate da infiammazione, infezioni o altre patologie oculari. La superficie della cornea è molto sensibile. Contiene molte terminazioni nervose e può soffrire anche per minuscoli frammenti di polveri o lanugini che facilmente possono evolvere in infiammazioni ed infezioni..

La cornea funge da barriera tra l’occhio e il mondo esterno, contribuendo a proteggerla da lesioni e infezioni. Il suo corretto funzionamento è fondamentale per la vista, infatti serve a concentrare la luce all’interno dell’occhio verso il vetrino che poi impressiona la retina posta nella parte posteriore interna dell’occhio.

Insomma, questo nuovo bioinchiostro potrebbe permettere di stampare una cornea umana artificiale dedicata in meno di dieci minuti, una cornea progettata sulla base della scansione dell’occhio del paziente, adatta per forma a e dimensioni all’occhio che ne ha necessità. Ci vorranno ancora, forse, alcuni anni perché sia possibile e sicuro l’innesto di queste cornee artificiali ma la strada è ormai inesorabilmente tracciata: la tecnologia ci aiuterà a risolvere il problema della carenza di donazioni.

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