Complottismo

I Dogon. Contatti alieni?

di Oliver Melis per Reccom Magazine

I Dogon sono una popolazione del Mali con alcune peculiari idee a livello religioso, capaci di resistere anche all’influenza dell’Islam nero, molto diffuso nelle zone adiacenti a quella in cui risiede questa etnia. Due antropologi, Marcel Griaule e Germaine Dieterlen, hanno studiato i Dogon dal 1931 al 1952, sostenendo che le loro conoscenze su Sirio andavano al di là delle capacità tecniche di un popolo che non conosceva strumenti come il telescopio. Secondo Griaule, i Dogon sarebbero a conoscenza dell’esistenza di una stella compagna di Sirio, Sirio B, invisibile ad occhio nudo, che ruota attorno a Sirio con un periodo di 50 anni e che è composta di materia estremamente pesante e che esisterebbe una terza stella, Sirio C, che l’astronomia moderna non ha ancora scoperto.

Maschera Dogon

La storia dei Dogon divenne famosa grazie a un libro di successo scritto da Robert Temple “Il mistero di Sirio”. Nel libro, Temple aggiunse ulteriori elementi teorizzando che i Dogon conoscessero il Sistema di Sirio da almeno 500 anni  e che lo avessero appreso da esseri anfibi provenienti dallo stesso Sirio. Altri associarono le conoscenze che i Dogon avevano appreso agli egizi. Griaule e Dieterlen appresero la storia delle inspiegabili conoscenze da un intervista, fatta a un rappresentante dei Dogon attraverso degli interpreti.

I Dogon sono studiabili tutt’oggi e non esiste alcuna traccia di conoscenze anomale. Tutto quello che i due antropologi hanno affermato su Sirio B è sconosciuto a qualsiasi Dogon, anche l’importanza di Sirio è minima nella loro cultura. Studiosi come Walter Van Beek e Jacky Boujou hanno passato una decina d’anni tra i Dogon affermando che non c’è traccia delle conoscenze attribuite da Griaule e Dieterlen.

Le peculiari casette Dogon

Anche le affermazioni di Robert Temple, che aggiunge molte cose al mito dei Dogon e Sirio B creato dai due antropologi, su cui si è basato per scrivere il suo libro, non sono riscontrabili tra la popolazione dogon contemporanea. Sirio B è stata scoperta solo nella seconda metà dell’800, Tempie afferma che i Dogon ricevettero queste informazioni da esseri anfibi provenienti da Sirio, reinterpretando una leggenda che parla di un arca discesa sulla Terra nel mezzo di una grande tempesta di vento da cui uscì un essere anfibio chiamato Nommo. Questo essere aveva sembianze umane sotto una specie di rivestimento che ricordava un pesce e racconta la leggenda, emergeva dalle acque per istruire il popolo. Temple attribui anche ad altri popoli dell’antichità la stessa leggenda.

Sappiamo come sia impossibile che il sistema solare di Sirio possa essere abitato, proprio per le caratteristiche di Sirio e Sirio B che impedirebbero a qualsiasi pianeta un’orbita stabile. Infatti la distanza da Sirio A alla quale un pianeta dovrebbe trovarsi per avere condizioni fisiche favorevoli alla vita è 4,7 UA, cioè circa 700 milioni di chilometri. ma ad una simile distanza non potrebbe avere un’orbita stabile, a causa delle perturbazioni dovute alla vicinanza della stella compagna più piccola e densa, Sirio B. Inoltre ipotetici pianeti attorno a Sirio A o B sarebbero stati annientati quando la piccola e densa stella divenne una gigante rossa e forse una nova. Anche se il pianeta si fosse formato in seguito, sarebbe probabilmente sottoposto ad un’incessante pioggia di corpi quali comete e asteroidi, resti della fine del sistema Sirio e Sirio B. Sirio B infatti era la più grande delle due, prima di consumarsi e diventare una nana bianca. Durante il processo d’invecchiamento, Sirio B deve aver riversato su Sirio A parte della propria massa. Se anche vita ci fu, sarebbe stata inevitabilmente spazzata via e non esiste alcuna possibilità che la vita, almeno per come la conosciamo, possa essere presente su Sirio, oggi o qualche migliaio d’anni fa.

Griaule e Dieterlen hanno immaginato l’esistenza di due compagne di Sirio, Sirio B e Sirio C, basandosi su due disegni che riproducono un simbolo di fertilità con attributi maschili e un altro con attributi femminili. Questi simboli però nulla hanno a che vedere con le stelle. Anche Temple riprende i disegni e ne dà un’interpretazione astronomica tale da continuare ad alimentare il mito della visita aliena. La realtà è che nella religione animistica dei Dogon esistono divinità maschili, femminili ed ermafrodite. Dalle divinità ermafrodite sarebbero discese quelle maschili e femminili, forse per scissione, che avrebbero dato successivamente vita alla stirpe degli uomini.

Oggi sappiamo, grazie all’astronomia, che Sirio C non esiste e non esistono nemmeno affermazioni dei Dogon secondo cui questa tribù aveva ricevuto visite dallo spazio. L’unica frase portata a supporto di ciò è”Po tolo (Sirio B) e Sirio erano una volta dove ora è il Sole”, che Temple interpreta cosi: “Questo sembra un modo valido quanto altri di descrivere la venuta di alcune creature nel nostro sistema solare da quello di Sirio, che avevano quindi lasciato la loro stella per la nostra, il Sole”.

I Dogon non sono e non erano affatto un popolo isolato: vivono nei pressi di un percorso commerciale e sono vicini alle sponde del fiume Niger, un’importante via di comunicazione. Altri viaggiatori potrebbero averli raggiunti, oppure i Dogon stessi avrebbero potuto spostarsi fino alla costa. Comunque erano in contatto con gli europei fin dalla fine del diciannovesimo secolo. I contatti avrebbero benissimo potuto passare ai Dogon le conoscenze astronomiche degli europei. In particolare la spiegazione “più probabile è che i Dogon avessero attinto le informazioni da un gruppo di astronomi che nel 1893 si era recato in Mali per assistere ad un’eclissi di sole, come riportato anche da wikipedia.

C’è da aggiungere che fin dai primi del 900 missionari ed esploratori europei erano di casa presso i Dogon, in particolare, i francesi vi aprirono scuole fin dal 1907, rendendo possibile per i Dogon l’accesso a conoscenze che, altrimenti, non avrebbero potuto avere.

Oliver Melis è owner su facebook delle pagine NWO Italia, Perle complottare e le scie chimiche sono una cazzata.

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