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Imparare a muoversi nello spazio e sugli altri corpi celesti con ARGOS

L’immagine di copertina di questo articolo non è una foto tratta dal set di Gravity , ma un momento di una seduta di formazione per l’astronauta Jeremy Hansen dell’Agenzia Spaziale Canadese. È sospeso su un mockup della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), mentre è collegato al Sistema di Ripartizione di gravità a risposta attiva (ARGOS) presso il Johnson Space Center della NASA a Houston, Texas. Per questa particolare sessione, gli ingegneri hanno eseguito test sia alla luce che al buio per simulare i 90 minuti del ciclo giorno / notte sperimentato dagli astronauti in orbita.

ARGOS è essenzialmente una gru a ponti sovrapposti delle dimensioni di 12,50 x 7,31 x 7,62 metri. Piuttosto che sollevare carichi, tuttavia, tiene in sospensione astronauti e i vari oggetti che essi potrebbero dover gestire. Ha diversi sensori di carico e della forza esercitata che seguono e assecondano i movimenti dei tirocinanti, mantenendo una situazione costante per qualsiasi ambiente che la NASA decida di simulare.

Il sistema è dotato di motori elettrici a comando elettronico che pilotano il movimento in tutti e tre gli assi. Verticalmente, una cella di carico è collegata ad un cavo e comanda i motori per sollevare o abbassare il carico per mantenere una forza costante mentre il soggetto si muove. Può accelerare rapidamente e spostare carichi di 136 Kg alla velocità 3,048 metri al secondo e 340 Kg a 1,21 metri al secondo. Orizzontalmente, il movimento del soggetto viene misurato da un sensore di angolo di cavo che comanda il sistema per mantenere il peso del soggetto centrato al di sotto del sistema di sollevamento.

Può simulare vari tipi di sistemi, tra cui la gravità zero a bordo dell’ISS e in orbita spaziale, la gravità lunare che è un sesto della gravità della Terra e quella marziana, che è il 38% della forza che sperimentiamo sulla Terra. ARGOS ha diversi tipi di “giunti” che possono essere usati per collegare persone o oggetti per creare simulazioni accurate. “Questi giunti sono stati sviluppati sia per soggetti umani che per soggetti robotici, e possono simulare varie situazioni di prova ambientale (come le gravità planetarie o microgravità)”, sottolinea la NASA.

ARGOS è finalizzato alla sperimentazione e alla formazione per i futuri esploratori di Marte, della Luna, e degli asteroidio qualsiasi altra destinazione celeste“, dice la NASA. Visti i programmi nell’agenda sia della NASA che di diverse aziende private come Boeing e SpaceX, Argos si deve preparare ad un uso intensivo nei prossimi anni.

La SpaceX di Elon Musk, per esempio, prevede di inviare carichi su Marte entro il 2022 e le prime missioni con esseri umani a bordo sono schedulate per il 2024. Un sistema come ARGOS sarebbe utile per entrambi i tipi di missioni, in quanto può gestire simulazioni sia per i robot che per gli esseri umani. Funziona anche per le simulazioni di microgravità, quindi sarebbe di grande aiuto per addestrare ed abituare gli astronauti alle condizioni in cui vivranno durante i 100 giorni di viaggio verso Marte.

Nonostante lo scetticismo generale ma accompagnata dall’entusiasmo di molti, l’industria e la tecnologia astronautica si preparano a vivere con grande intensità i prossimi decenni, sviluppando la scienza e le nuove tecnologie necessarie per portare l’uomo, oltre le macchine, nell’esplorazione dello spazio, con l’obbiettivo di arrivare davvero là dove nessun uomo è mai giunto prima.

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