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La Russia conferma livelli di radiazione “estremamente elevati” nella nube tossica che si aggira sull’Europa

Le autorità russe hanno confermato le segnalazioni di un picco di radioattività nell’aria sopra gli Urali. Nei giorni scorsi si era molto parlato di una nube radioattiva che si aggirava sui cieli d’Europa e gli studi circa la provenienza sembravano puntare alla Russia.

Il Servizio meteorologico russo ha dichiarato di aver registrato il rilascio di Rutenio-106 negli Urali meridionali a fine settembre e l’ha classificato come “contaminazione estremamente alta”.

L’agenzia francese per la sicurezza nucleare all’inizio di questo mese aveva comunicato di aver registrato forte radioattività nell’area tra il fiume Volga e gli Urali rpobabilmente derivata da un presunto incidente con combustibile nucleare o la produzione di materiale radioattivo, precisando che il rilascio dell’isotopo Rutenio-106 non pone rischi sanitari o ambientali ai paesi europei.

All’epoca, la società Russa Rosatom, controllata dallo stato, rilasciò una dichiarazione in cui affermava che non risultava alcuna fuga di radiazioni dalle sue strutture.

L’ufficio meteorologico russo, tuttavia, ha rilevato alti livelli di radiazioni nei villaggi adiacenti all’impianto Mayak della Rosatom, un impianto tuilizzato per lo stoccaggio di combustibile nucleare esaurito.

I responsabili di Mayak hanno però negato, attraverso un comunicato stampa, di essere l’origine della contaminazione. Secondo i responsabili, l’impianto di Mayak non svolgerebbe alcuna attività di estrazione di Rutenio-106 dal combustibile nucleare esaurito ormai “da diversi anni”.

L’impianto per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi di Mayak, situato nella regione di Chelyabinsk, è stato responsabile di almeno due dei più grandi incidenti con dispersione di particelle radioattive avvenuti in Russia. Nel 2004 si scoprì che rifiuti radioattivi provenienti dall’impianto di Mayak venivano gettati nel fiume locale. Da allora, secondo la Rosatom, la pratica è stata abbandonata ma, considerati gli alti livelli di segretezza impiegati sulle attività dell’impianto di Mayak, verificarlo è abbastanza complicato.

Intanto, l’associazione ambientalista Greenpeace ha dichiarato che presenterà una petizione all’ufficio del procuratore generale russo per indagare su “un possibile occultamento di un incidente da radiazioni” e verificare se la salute pubblica sia stata sufficientemente protetta.

Fonte: New scientist

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