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La sonda Maven conferma: è il sole il killer di Marte

Due miliardi di anni fa Marte doveva apparire così, visto dallo spazio

Sappiamo da tempo che l’atmosfera di Marte in passato deve essere stata più densa e ricca di gas ma, per quanto riguarda le ragioni per le quali Marte ha oggi un’atmosfera così rarefatta, siamo ancora fermi alle ipotesi.

I più recenti dati provenienti da navicella spaziale della NASA MAVEN ci confermano che il pianeta rosso ha perso la maggior parte del gas  della sua atmosfera . I risultati, pubblicati il 31 marzo se Science, sono i primi a quantificare la quantità di gas persi con il tempo e  ad offrire indizi concreti su come Marte sia passato da un luogo caldo umido ad uno freddo e asciutto a causa della perdita del suo campo magnetico.

Marte è costantemente bombardato da particelle ionizzate da parte del sole. Senza un campo magnetico protettivo a fare da scudo al vento solare, il pianeta perde circa 100 grammi della sua ormai sottile un’atmosfera ora sottile ogni secondo. Per determinare la quantità di atmosfera perso durante la vita del pianeta,Bruce Jakosky della University of Colorado Boulder e colleghi, attraverso i dati inviati da MAVEN, hanno misurato e confrontato le quantità di due isotopi di argo a diverse altitudini nell’atmosfera marziana. Utilizzando queste misure e un’ipotesi formulata circa la quantità di isotopi originariamente presenti nell’atmosfera iniziale del pianeta, il team stima che circa i due terzi di tutto il gas argon do Marte è stato disperso nello spazio dal vento solare. Estrapolando dai dati sull’argon, i ricercatori hanno anche stabilito che anche la maggior parte del biossido di carbonio esistito nell’atmosfera marziana è stato strappato a Marte e disperso nello spazio dal vento solare.

Un’atmosfera spessa, composta di anidride carbonica e altri gas serra avrebbe mantenuto Marte abbastanza caldo per avere acqua liquida ed eventualmente vita. L’aver perso una quantità così estrema di gas, come suggeriscono i risultati, può spiegare come il pianeta si sia trasformato da lussureggiante e bagnato a sterile e ghiacciato.

Questi risultati confermano che per avviare la colonizzazione di Marte, a meno di non volere vivere per sempre sottoterra o in strutture pressurizzate in superficie, sarà necessario provvedere il pianeta di uno scudo protettivo in grado di deviare la maggior parte del vento solare, cosa che potrebbe permettere una lenta ma costante ricostituzione dell’atmosfera. Diversi progetti sono attualmente in fase di studio a questo scopo e potrebbe non essere lontano il momento in cui si deciderà di investire in questa direzione per provvedere l’umanità di una seconda casa.

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