Spazio

Lanciato con successo il Falcon Heavy, un altro, decisivo, passo verso la nuova frontiera

Ebbene si, SpaceX dopo anni di ritardi e rinvii ha, finalmente, lanciato il suo vettore pesante, il Falcon Heavy, ed è stato un pieno successo.

L’evento, trasmesso in diretta streaming sul canale You tube di SpaceX ha conseguito il record di secondo avvenimento i diretta più visto di sempre, con circa due milioni e mezzo di spettatori connessi contemporaneamente nonostante fosse trasmesso in diretta anche sul canale della NASA.

Rispetto all’orario annunciato, il lancio è avvenuto con oltre due ore di ritardo a causa dei forti venti ad alta quota che ne minacciavano la riuscita ma alle 21,45 ora italiana il Falcon Heavy si è sollevato maestosamente e senza esitazioni dalla piattaforma 39A (la stessa delle missioni Apollo) del Kennedy Space Center, lasciandosi dietro una enorme nuvola di fumo ed una scia fiammeggiante che a molti ha rievocato i lanci del mitico Saturn V delle missioni Apollo, trasportando nello spazio la Tesla Roadster di proprietà di Elon Musk ed il suo singolare guidatore, un manichino rivestito con il prototipo delle tute spaziali che saranno adottate dagli astronauti di SpaceX nelle future missioni con equipaggio, per questo chiamato “Starman“.

Dopo due minuti e trenta secondi i due boosters ausiliari del primo stadio si sono regolarmente sganciati, come da programma, e hanno iniziato la manovra di rientro al KSC dove sono atterrati circa otto minuti dopo il lancio con una perfetta ed emozionante manovra in sincrono.

La registrazione della diretta streaming è ora disponibile su you tube ed è possibile riassaporare le emozioni rivedendola:

Dopo altri cinquanta secondi è stata la volta del motore principale, il cosiddetto central core, che si è spento e si è sganciato dal corpo principale, cambiando assetto e iniziando la manovra di rientro a terra verso la piattaforma OCISLY (Of Course I Still Love You) che lo attendeva in mezzo all’Atlantico.

Qui c’è stata l’unica lieve nota stonata dell’evento: il core ha eseguito la manovra alla perfezione avvicinandosi in perfetto assetto alla sua destinazione ma, al momento dell’accensione dei tre motori Merlin che dovevano gestirne l’atterraggio solo uno di questi, quello centrale, si è acceso regolarmente mentre gli altri due non sono ripartiti a causa dell’esaurimento dello speciale liquido TEA-TEB, che doveva garantirne la riaccensione.

Un piccolo problema perfettamente compensabile nei lanci futuri a causa del quale il core è arrivato al contatto con la piattaforma a quasi 300 km/h distruggendosi e e danneggiando anche due delle turbine di stazionamento della piattaforma.

Intanto l’ogiva del razzo si è aperta rivelando, grazie alle tre telecamere montate a bordo, la Roadster rossa fiammante guidata da Starman, mentre riecheggiavano le note di “Life on Mars” di David bowie. Per la verità Starman si è rivelato un po’ coatto, con una sola mano sul volante ed il gomito appoggiato al finestrino aperto, in perfetto stile. Lo schermo dello stereo dell’auto mostrava la scritta “Don’t Panic“, riecheggiando il mitico romanzo sci-fi di Douglas AdamsGuida galattica per autostoppisti“.

Il momento più suggestivo è arrivato, però, quando si è spento il secondo stadio ed il Falcon heavy si è immesso in orbita di parcheggio in attesa di raggiungere l’assetto per lo strappo finale che lancerà la Tesla Roadster con il suo singolare passeggero verso l’orbita solare definitiva che avrà il suo afelio nei pressi dell’orbita di Marte, cui passerà davvero vicino in certi momenti e dove si prevede possa restare indisturbata anche per un miliardo di anni.

Da quel momento, finite le emozioni del lancio, è partita una diretta streaming costituita da tre visuali diverse alternate prese da dietro, davanti e lateralmente all’auto, grazie alle quali si è potuta osservare la Terra alle spalle, davanti e al fianco di Starman che vi orbitava intorno.

Insomma, un evento riuscito al 99% che è stato, in realtà, un successo completo. Un grandissimo ritorno di Immagine per SpaceX e per il suo Ceo Elon Musk.

Un Elon Musk che è apparso estremamente soddisfatto nella conferenza stampa successiva al lancio durante la quale ha spiegato che saranno necessari circa 6 mesi per produrre un nuovo esemplare del lanciatore pesante che verrà utilizzato per portare in orbita il primo carico pagante del Falcon Heavy, un satellite Arabsat (Arabsat 6A) la cui messa in orbita è stata commissionata dall’Arabia Saudita, il primo paese a credere davvero alle possibilità del Falcon Heavy.

Musk ha anche chiarito che il manichino Spaceman indossa il modello definitivo della tuta spaziale di SpaceX (destinata all’uso dentro la Dragon, non adatta alle EVA, ndr). Il suo sviluppo ha richiesto circa 3 anni e che è  in arrivo la versione 2.0 del fairing, l’ogiva dei vettori Falcon che protegge il carico utile durante le prime fasi del lancio. Questa versione sarà recuperata.

Insomma, uno spettacolo di successo che potrebbe far riaccendere l’entusiasmo per i voli spaziali e spingere i governi a rifinanziare pesantemente, anche in vista di uno sfruttamento commerciale, il settore. È attesa a breve la presentazione al congresso USA del nuovo progetto della NASA per il ritorno sulla Luna, fortemente voluto dal presidente Trump mentre è stato reso noto il progetto dell’ESA per l’istituzione di una base sulla Luna entro il 2030.

L’obbiettivo finale di Musk dovrebbe essere ancora, come annunciato nel 2016, l’atterraggio su Marte nel 2022 per poi portare un equipaggio umano nel 2024, Prima, però, sarà necessario completare lo sviluppo della navicella Dragon e di un nuovo lanciatore pesante per lo spazio profondo, sviluppo che SpaceX conta di completare entro il 2019.

 

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