Complottismo

L’UFO crash di Aurora

di Oliver Melis

Secondo quanto riportano le cronache ufologiche, negli ultimi decenni del XIX° vi fu  tutto un proliferare di avvistamenti di aeronavi nei cieli americani, in alcuni casi anche riportati dalla stampa locale.

il primo caso, sempre secondo le cronache ufologiche, documentato di avvistamento di aeronave risale al 1870, quando un contadino vide volare sopra la sua proprietà due oggetti di forma allungata. Nel 1871 si racconta di una seconda nave volante che rimase visibile per un giorno intero.

Sono 32 i casi di avvistamento dal 1870 al 1875 in USA, 3 in Canada e 2 in Messico, sempre ai confini con gli USA stessi. Il 25 novembre del 1896 il colonnello H.G. Shaw raccontò  di aver visto, mentre viaggiava verso Lodi, piccola città della California,  tre esseri salire a bordo di una nave aerea e partire velocemente. Il 27 marzo 1897 navi aeree vennero avvistate in Kansas, a Topeka, mentre emettevano potenti bagliori rossi. Ancora avvistamenti a Chicago il 9 aprile 1897 e poi a Cisco, in Texas, il 19 aprile del 1897, dove vennero avvistati ben 50 oggetti compiere evoluzioni nel cielo.

Il caso più famoso, però, si verificò due giorni prima, il 17 aprile 1897, ad Aurora in Texas quando, alle sei del mattino, gli abitanti viderò un’aeronave, già avvistata varie volte nei giorni precedenti, che, questa volta, volava molto più in basso e perdeva rapidamente quota, fino a schiantarsi contro il mulino a vento di proprietà del giudice Proctor, finendo in mille pezzi e distruggendo nell’impatto il mulino e un serbatoio d’acqua. A bordo pare ci fosse un solo occupante, dilaniato nello schianto e, secondo il parere di T.J.Weens, ufficiale telegrafista dell’esercito e autorità in campo astronomico, l’occupante sarebbe stato un marziano. Tra i resti venne trovato anche il giornale di bordo con degli strani geroglifici. L’aeronave venne completamente distrutta e non fu possibile capirne il funzionamento anche se pare fosse fatta di una lega di alluminio e argento. I resti della nave vennero gettati in un pozzo e alcuni frammenti finirono nella bara dell’alieno. Il funerale del pilota venne fatto il giorno dopo davanti a una folla di curiosi. Questo per lo meno è quanto scrive S.E. Haydon sul Dallas Morning News del 19 aprile.

Come ulteriore mistero, va ricordato, che tale Brawley Oates acquistò il pozzo e lo ripulì dai detriti per utilizzarne l’acqua ma, in seguito sviluppò una forma di artrite estremamente grave, forse causata dall’acqua contaminata e cosi nel 1957 decise di sigillare il pozzo. Lo stesso Oates però secondo altre fonti comprò la proprietà di Proctor dove è proprietario della stazione di servizio che vi sorge.

Questa è la storia del crash dell’aeronave di Aurora.

Perché la storia del crash di Aurora è una bufala?

Le indagini

La storia venne rispolverata nel 1967 e alla vicenda indagarono Handon e Jacques Valle Astronomo, informatico e scrittore di fantascienza. Sul caso fu coinvolto anche il Dottor Josep Hallen Hynek, astronomo e consulente del Blue Book. I ricercatori furono invitati da Oates, si ancora lui, a parlare con Oscar Lewery di Newark all’epoca undicenne. Lowery raccontò che il crash di Aurora era stata una bugia architettata per salvare la cittadina in crisi e che il telegrafista T.J. Weems non era esperto in astronomia ma solo un fabbro, Proctor non aveva mai avuto un mulino e tutti sapevano che la notizia era falsa.

Anche il dottorAlfred E. Kraus direttore del Kilgore Research Institute presso la West Texas State University giunse alle medesime conclusioni intervistando Oscar Lowely esplorando addirittura la zona di impatto con metal detector trovandovi vecchi oggetti, coperchi di stufe e anelli per briglie di cavallo.

Qualche anno dopo, i fatti di Aurora attirarono l’attenzione di Bill Case, un aviatore che scriveva per il DallasTimes Herald che con diversi articoli a partire dal 1973nsuscitò interesse a livello nazionale. Case intervistò il solito Oates che non avendo mai ne confermato ne smentito la storia riteneva che qualcosa poteva essere accaduto e raccontò a Case di aver trovato dei pezzi di metallo nel pozzo e di averli buttati via.

Sempre nel 1973 un cacciatore di tesori, tale Frank kelley riferendo a Case di aver trovato del metallo con il suo metal detector e di aver rilevato qualcosa di insolito in una zona del cimitero e altri testimoni si fecero avanti, alcuni chiedendo l’anonimato raccontarono che i loro genitori assistettero ai fatti. Fu ritrovata anche la presunta lapide che raffigurava L’aeronave, una roccia di arenaria. Un ulteriore articolo di Case denunciava la scomparsa della lapide e del metallo, trafugato non si sa bene da chi. Questo episodio segnò la fine delle indagini, alcuni testimoni ritrattarono e il cacciatore di tesori scomparse, indirizzo e telefono risultavano falsi, nessuno lo conosceva nell’ambiente dei cacciatori di tesori, inoltre i pezzi di metallo che furono analizzati risultavano essere comune alluminio.

Anche Barbara Brammer, ex sindaco di Aurora ha investigato e ha scoperto che mesi prima del presunto schianto ad Aurora le coltivazioni di cotone erano andate distrutte a causa di un’infestazione, un incendio distrusse diversi edifici e un’epidemia di tifo decimò quasi tutta la popolazione mettendo di fatto la cittadina in quarantena. Oltre a questo la linea ferroviaria in costruzione si fermò a 27 chilometri da Aurora mettendo in pericolo l’esistenza futura della cittadina stessa. Hayden inoltre secondo le ricerche della Brammer era ritenuto un burlone e probabilmente inventò la storia per tentare di salvare Aurora e attirare l’attenzione sfruttando la storia delle aeronavi, pare che il Giudice Proctor non avesse nessun mulino, almeno secondo le affermazioni di Etta Pengue intervistata dal Times.

Questa sembra essere la fine del crash di Aurora, una bufala che ha iniziato ad affermarsi guarda caso decenni dopo grazie ai media che ne hanno amplificato la portata facendo accorrere sui luoghi del presunto impatto giornalisti e ricercatori più o meno famosi. Nessuna prova è stata trovata nonostante gli sforzi più o meno seri quindi la logica conclusione è che sia stato tutto uno scherzo, di una bufala sfuggita di mano, Se fosse stato tutto vero ci sarebbero state delle tracce, dove sono finite le tonnellate di metallo dell’aeronave’ dov’è finito il corpo dell’alieno? Possibile che sia tutto sparito nel nulla?

Vi lascio un’ultima chicca, l’ho voluta tenere “segreta” fino alla fine per chi non avesse mai sentito parlare di Aurora e del crash di un’aeronave raccontata in questa storia. Il cimitero locale di Aurora era amministrato dall’ordine Massonico che non segnala nessuna traccia di sepoltura nel giorno indicato dall’articolo.

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