Complottismo

I messaggi subliminali, realtà o fantasia?

di Oliver Melis per Reccom Magazine

Nelle discussioni con i complottisti ogni tanto capita di sentire che i media o comunque chi detiene il controllo dell’informazione è in possesso di mezzi per attuare una sorta di controllo mentale attraverso messaggi subliminali e come loro solito i complottisti ne parlano come fosse una tecnica assodata mentre studi e sperimentazioni sono a loro sconosciuti.

I nostri occhi hanno un limite oltre il quale non riescono a percepire un’immagine, cioè sopra una certa soglia di fotogrammi essi non sono in grado di registrare il messaggio, superata una certa velocità di esposizione, l’immagine che raggiunge gli occhi non viene “percepita” dalla nostra coscienza, cioè non scatta il meccanismo che attiva la nostra coscienza, esistono quindi dei messaggi che possono essere trasmessi sotto la soglia della coscienza, da qui la parola “sub-liminali“.

Risale al 1956 il primo tentativo di influenzare l’inconscio, James Vicary, agente pubblicitario ottenuto il brevetto testò un’apparecchiatura chiamata tachistoscopio. La macchina riusciva a proiettare ogni 5 secondi e per 1/3000° di secondo un messaggio che chiedeva al pubblico: “Hai fame? mangia i pop corn” o “hai sete? bevi Coca cola”. Il tentativo di condizionamento si svolse nel New Jersey in un cinema di Fort Lee per sei settimane. Il risultato fu che le vendite di pop corn e coca cola aumentarono di quasi il 40%. L’anno dopo fu fondata la Precon Process Equipment Corporation, con lo scopo di inserire messaggi subliminali nei film, nei bar e sui cartelli pubblicitari ma nonostante le affermazioni fatte dopo il primo esperimento, esperimenti successivi non sono riusciti a replicare i risultati ottenuti dal primo.

I risultati, però, fecero in breve il giro del mondo , tanto da rendere “illegale” il piazzamento di pubblicità subliminali all’interno di film, trasmissioni o pubblicità in genere.

Nel 1978, un ricercatore di medicina elettronica Dr. Becker mise a punto un apparecchio che chiamò BEC MARK IV DIGITAL AUDIO SUBLIMINAL PROCESSOR, che era un aggiornamento del tachiostoscopio, costituito da un “mangiacassette in grado di registrare, mixare e trasmettere un segnale audio da due sorgenti distinte, una delle quali percepibile in modo inconscio. L’apparecchio venne utilizzato nella lotta ai furti nei supermercati, dove un messaggio subliminale veniva ritrasmesso anche 9000 volte all’ora.

Con il tempo gli esperimenti sono entrati a far parte di molte leggende complottare che vedono oscure agenzie governative che con queste tecniche controllano le menti della popolazione o impongono di acquistare beni di consumo, cibi e bevande come la Coca cola, si proprio la bevanda che abbiamo citato all’inizio dell’articolo che tanti di noi bevono al cinema gustando un pò di pop corn.

Molti non sanno che in un’intervista del 1962, ad Advertising Age, James Vicary confessò che il suo studio era un’invenzione per aumentare i clienti della sua agenzia pubblicitaria che si trovava in un brutto momento finanziario.

Oliver Melis è owner su facebook delle pagine NWO ItaliaPerle complottare e le scie chimiche sono una cazzata

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