Complottismo

Il mostro di Lock Ness

di Oliver Melis per Reccom Magazine

La Criptozoologia è una pseudo scienza che cerca tracce di organismi o organismi veri e propri non riconosciuti dalla scienza ufficiale. Uno di questi ipotetici organismi è il famosissimo mostro ripetutamente avvistato nel Loch Ness, un grande lago scozzese. Per i criptozoologi l’esistenza del mostro sarebbe nota già dal VI secolo dopo Cristo, quando Colomba di Iona, patrono di Irlanda e Scozia, cacciò il mostro dal fiume Ness. Il mito del mostro di Lock Ness o più semplicemente “Nessie” comincia nel 1933, quando George Spicer raccontò al giornale The Inverness Courier di aver visto, assieme alla moglie, un animale dall’aspetto preistorico che aveva attraversato davanti ai loro increduli occhi una delle strade intorno al lago Ness.

La descrizione del mostro preistorico era molto simile a quella del dinosauro sauropode nel film King Kong uscito proprio nel 1933 e che Spice, come tantissimi, vide. Come purtroppo spesso accade, la notizia fini in mano alla stampa e soprattutto quella scandalistica ricamò sul racconto facendo diventare la creatura un terribile “mostro” che abitava il bacino facendone forse il lago più famoso del mondo, meta di tantissimi curiosi e ricercatori che, con scarsa fortuna, hanno dato la caccia al povero Nessie. A partire dal 1933 gli avvistamenti si moltiplicano a dismisura e grazie ai tanti curiosi vennero scattate anche le prime fotografie. Una delle foto più famose è quella del chirurgo, chiamata così perché l’autore, il medico Robert Kenneth Wilson, non concesse al giornale, il Daily Mail il permesso di pubblicare il nome.

È proprio grazie alla “foto del chirurgo” che il fantomatico mostro è diventato famoso al grande pubblico definendone i tratti caratteristici di animale preistorico, forse un plesiosauro, un rettile acquatico estinto. La “foto del chirurgo” è però un falso e sicuramente non è l’unica: in realtà si trattava di un sottomarino giocattolo modificato. A ideare la bufala fu il cacciatore, attore e regista, Marmaduke Wetherell, che aveva voluto prendersi una rivincita sul Daily Mail. Nel 1933 il giornale, cercando di sfruttare la curiosità sul presunto mostro, aveva chiesto a Wetherell di catturare il mostro. Giunto in riva al lago, Wetherell trovò immediatamente delle impronte di un animale enorme e ne fece dei calchi. Gli zoologi del Natural History Museum analizzarono i calchi, ma dopo pochi giorni rivelarono che ogni impronta del presunto mostro era stata lasciata da un’unica zampa di ippopotamo, utilizzata per simulare le impronte del mostro e ovviamente e giustamente il Daily Mail si prese gioco dell’incauto cacciatore che però covava vendetta… Wetherell organizzò la beffa con dei complici: il suo figliastro, Christian Spurling, realizzò la sagoma da montare sul sottomarino, mentre il Colonnello Robert Kenneth Wilson, ginecologo di Londra, fu il famoso “chirurgo” che offrì al tabloid la fumosa storia dell’incontro con la creatura e, soprattutto, la nota fotografia.

Arriviamo al 1975 quando il figlio di Wetherell, Ian, confessò di essere lui l’ autore della foto al giornale The Sunday Telegraph, raccontando come il celebre scatto non fosse altro che una beffa. Nel 1990 David Martin e Alistair Boyd, due appassionati della caccia a Nessie, riscoprirono l’articolo e nel 1993 ritrovarono l’ultimo burlone ancora vivo, Christians Spurling, figliastro di Wetherell, l’autore del modellino. Spurling vuotò il sacco, compresa l’origine delle impronte da cui tutto aveva avuto inizio: la zampa essiccata utilizzata faceva parte di un posacenere in argento, ancora in possesso della famiglia. La storia è raccontata nel libro Nessie: The Surgeon’s Photograph Exposed, Thorne Printing (1999).

Naturalmente la bufala non può provare la non esistenza di Nessie, ci sono molti altri avvistamenti e molte altre foto in giro ma nonostante la mole di foto e avvistamenti nessuno ha mai prodotto nulla di concreto che provi una volta per tutte l’esistenza del mostro di Loch Ness. Inoltre, il lago è torbido e la torbidità limita la fotosintesi e questo non renderebbe certamente possibile l’esistenza di una nutrita famiglia di animali marini di grosse dimensioni. Loch Ness si è formato circa 10.000 anni fa, quindi non è sufficientemente vecchio da ospitare una famiglia di rettili che, presumibilmente, si sarebbe dovuta estinguere insieme ai sauri milioni di anni fa.

Oliver Melis è owner su facebook delle pagine NWO Italia, Perle complottare e le scie chimiche sono una cazzata

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