Archeologia e Storia, Complottismo

No, non c’era una civiltà avanzata 12.000 anni fa

di Michael Shermer per Scientific American

Graham Hancock è un audace archeologo autodidatta convinto che molto prima dell’antica Mesopotamia, di Babilonia e dell’Egitto è esistita una civiltà avanzata e gloriosa. Una civiltà completamente spazzata via circa 12.000 anni fa da una cometa precipitata sulla Terra provocando una catastrofe così totale da eliminare quasi tutte le prove dell’esistenza di quella civiltà, lasciando solo alcune labilissime tracce della sua esistenza, tra le quali, sostiene Hancock, un avvertimento criptico secondo il quale la stessa catastrofe celeste potrebbe accadere a noi. Queste informazioni sono coentenute in un libro dal titolo I maghi degli Dei (Thomas Dunne Books, 2015). Ma tutto questo può essere vero? In verità ce n’è abbastanza da essere scettici.

In primo luogo, non importa quanto possa essere devastante un impatto extraterrestre, ma davvero dovremmo credere che, dopo secoli di fiorente sviluppo di una civiltà, ogni strumento, coccio, capo di abbigliamento, e, visto che parliamo di una civiltà avanzata, ogni documento scritto, la metallurgia e le altre tecnologie, per non parlare della spazzatura spazzatura possa essere stato spazzato via completamente? Inconcepibile.

Punto secondo, l’ipotesi dell’impatto di Hancock deriva da alcuni scienziati che per primi la proposero, nel 2007, come una spiegazione per spiegare l’estinzione della megafauna del Nord America avvenuta in quel periodo ed è stata oggetto di un dibattito scientifico vigoroso in seguito al quale è stata bocciata.

Oltre alla mancanza di crateri da impatto crateri in qualsiasi parte del mondo ascrivibili a quel periodo, le datazioni al radiocarbonio dello strato di carbonio, fuliggine, carbone, diamanti nani, microsferule e iridio, variano ampiamente prima e dopo l’estinzione della megafauna, ovunque, da 14.000 a 10.000 anni fa.

Inoltre, anche se è vero 37 specie di mammiferi si estinsero in Nord America (mentre la maggior parte delle altre specie sopravvissero e fiorirono), allo stesso tempo, 52 specie di mammiferi generi si estinsero in in America del Sud. Il fatto che queste estinzioni sono concomitanti con l’arrivo degli esseri umani in quelle terre e l’ipotesi più ampiamente accettata è sicuramente quella di estinzioni dovute a caccia eccessiva.

Inoltre, la teoria di Hancock è avvalorata solo dall’ignoranza, in sostanza la sua equazione è che se gli scienziati non possono spiegare una cosa allora la sua teoria è valida, anche senza alcun riscontro. Questo è il tipo di ragionamento da “Dio delle lacune” che utilizzano i creazionisti, l’unica differenza, nel caso di Hancock sta nel fatto che gli dei sono i “maghi” che ci hanno portato la civiltà.

Il problema qui è duplice: (1) gli scienziati hanno buone spiegazioni dei misteri di Hancock (ad esempio, le piramidi e la Grande Sfinge), anche se non sono in totale accordo e (2) in ultima analisi, la propria teoria deve poggiare su prove positive a favore, non solo su prove negative contro le teorie accettate.

Una delle prove di Hancock sarebbe il Gobekli Tepe in Turchia, una struttura megalitica a forma di T, formata da pilastri di pietre di peso variabile tra le sette e le dieci tonnellate, tagliate e trainate da cave di calcare e datati a circa 11.000 anni fa, quando gli esseri umani vivevano come cacciatori-raccoglitori, senza avere, presumibilmente, il know-how, le competenze e le modalità lavorative per realizzarle. Ergo, conclude Hancock “per lo meno vorrebbe dire che alcune persone, ancora sconosciute e non identificate, in qualche parte del mondo, avevano già imparato tutte le arti e gli attributi di una civiltà avanzata più di dodici mila anni fa, nel pieno dell’ultima era glaciale, e avevano inviato emissari in tutto il mondo per diffondere i benefici della loro conoscenza“. Questo suona romantico, ma è fanatismo di bassa lega.

Chi può dire che cosa fossero o non fossero in grado di fare i cacciatori-raccoglitori dell’epoca? Inoltre, Göbekli Tepe era un luogo di culto cerimoniale, non è una città e non ci sono prove che qualcuno abbia vissuto lì. Inoltre, non ci sono ossa di animali addomesticati, resti di strumenti di metallo o di iscrizioni e nemmeno ceramica, tutti prodotti che le civiltà successive hanno lasciato in abbondanza.

Per finire, Hancock ha trascorso decenni cercando di trovare tracce dei saggi che ci hanno portato la civiltà. Eppure, decenni di ricerche non sono riusciti a produrre prove sufficienti a convincere gli archeologi che la timeline della storia umana ha bisogno di una revisione importante. Lui lamenta che la scienza ufficiale è bloccata in un modello uniformato basato su cambiamenti lenti e graduali e quindi non può accettare una spiegazione catastrofica.

Non vero. Dall’origine dell’universo (big bang), l’origine della luna (grande collisione), l’origine dei crateri lunari (impatti meteoritici), la scomparsa dei dinosauri (impatto di un asteroide con la Terra), e le numerose cadute improvvise di civiltà documentate da Jared Diamond nel suo libro del 2005 Collapse, catastrofismo è vivo e vegeto anche nella scienza ufficiale.

I veri maghi sono gli scienziati che hanno lavorato per scoprire tutto questo.

Da Scientific American giugno 2017

Share