Spazio

Una stazione spaziale in orbita lunare per assemblare l’astronave che porterà l’uomo su Marte

La NASA sta pensando di riutilizzare la tecnologia sviluppata per una missione di rendezvous con asteroidi annullata per realizzare una base orbitante lunare. La base servbirebbe poi come hangar per l’assemblaggio di un veicolo spaziale da inviare su Marte.

L’avamposto lunare in orbita, che si chiamerà Deep Space Gateway, ha sostituito l’Asteroid Redirect Mission (ARM) che era stata deliberata durante l’amministrazione Obama ed sarà un passo intermedio nel progetto a lungo termine della NASA per mandare uomini sul pianeta rosso. il progetto ARM aveva come obbiettivo quello di catturare un piccolo asteroide tramite un’astronave robottizata e di riposizionarlo in orbita lunare.

Il controverso programma di ARM è ufficialmente defunto con la richiesta di modifiche del bilancio dell’ente spaziale americano proposta dal presidente Donald Trump per l’anno fiscale che inizia il primo ottobre. La NASA ha quindi deciso, come hanno dichiarato alcuni suoi funzionari nel corso del House Committee on Science, Space and Technology tenutosi il 29 giugno, di riciclare le tecnologie chiave sviluppate per quella missione, tra cui la propulsione solare-elettrica ad alta potenza, da utilizzare per il gateway e altri progetti.

“La propulsione elettrica alimentata da energia solare è in grado di spostare grandi masse nello spazio con il minimo utilizzo di carburante”, ha detto Bill Gerstenmaier, amministratore associato della NASA per l’esplorazione e le operazioni dell’uomo, “È più efficente rispetto ad altre forme di propulsione e presente molteplici altri vantaggi.”

Decine di satelliti commerciali e militari, così come il NASA’s Dawn science probe destinato alla fascia degli asteroidi, utilizzano la propulsione elettrica anche se la potenza generata dai loro propulsori di manovra è bassa. La maggior parte dei veicoli spaziali utilizzano sistemi di propulsione chimica che, però, aggiungono una quantità significativa di massa per i serbatoi di stoccaggio del carburante. Sistemi di propulsione elettrici sono molto più leggeri ed economici da lanciare.

La NASA sta puntando a sviluppare propulsori elettrici da 12,5 kilowatt adatti per usi multipli sul Deep Space Gateway, che sarà una stazione mista che eprmetterà sia di fare ricerca che assemblaggio, oltre ad essere una base operativa per l’esplorazione lunare. I nuovi sistemi avranno una potenza almeno del 40 per cento maggiore di quelli attualmente in uso.

“Con una propulsione elettrica avanzata, avremo la possibilità di spostare i sistemi di habitat in varie posizioni nell’orbita lunare e saremo in grado di supportare operazioni di ricerca scientifica con equipaggio. Il grande vantaggio di quest6o sistema sarà quindi quello di poter disporre di una stazione in grado di spostarsi autonomamente.”

Per inviare un equipaggio su Marte più velocemente di quanto sia possibile con propulsori chimici dovrebbero essere necessari sistemi di propulsione elettrici da 50 a 100 kilowatt. Ciò permetterà di ridurre il tempo durante il quale gli astronauti saranno esposti a radiazioni pericolose oltre a permettere di dover stivare quantità inferiori di cibo e altri materiali necessari per il viaggio.

“La propulsione elettrica ha già dimostrato la sua utilità sui satelliti commerciali dal 2015 ad oggi”, ha dichiarato Mitchell Walker, chairman of the American Institute of Aeronautics and Astronautics’ Electric Propulsion Technical Committee.

“Le enormi risparmi propellente massa conseguiti con propulsione elettrica consente a due satelliti completamente elettrici a lanciare il più piccolo, meno costoso veicolo di lancio”, ha detto Walker.

Quest’anno, l’India e la Cina ha lanciato i loro primi satelliti a propulsione elettrica, e il Giappone ha previsto di lanciare la sua prima sonda completamente elettrica nel 2021 e anche Europa e Russia stanno investendo su questa tecnologia.

 

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