Attualità, Politica

Terrorismo islamico: perché l’ISIS colpisce la Francia a quattro giorni dalle elezioni?

di Massimo Zito

Ieri è avvenuto l’ennesimo attentato in Francia. Per l’ennesima volta è stata colpita Parigi, proprio nel suo cuore pulsante, gli Champs Elisèes, a un passo dalla Tour Eiffel. L’attentato è avvenuto in prima serata, tra i turisti ed i passanti che si godevano la fresca serata primaverile al centro della Ville Lumiére ed era mirato proprio contro le forze dell’ordine. A nessun osservatore è sfuggito che il drammatico evento è accaduto alla vigilia della chiusura della campagna elettorale presidenziale francese e che esiste la forte eventualità che possa condizionare il voto a favore del Front National di Marine Le Pen, in piena corsa per il ballottaggio.

Attentato Bataclàn

A parte l’ennesimo fallimento dell’intelligence francese, per l’ennesima volta incapace di anticipare le mosse (comunque evidentemente ben pianificate) di un cane sciolto, peraltro ben noto alla sureté, la domanda che viene spontanea e:” perchè l’ISIS dovrebbe voler favorire proprio il movimento politico che, più di ogni altro, è schierato contro l’immigrazione e invoca il pugno duro nei confronti degli immigrati, particolarmente quelli di religione musulmana, descritti tous court come potenziali terroristi?”

È chiaro che un attentato nel pieno centro di Parigi non può non avere ricadute psicologiche importanti sugli elettori, ai quali non potrà sfuggire l’evidente inadeguatezza dell’apparato di sicurezza francese durante tutta la gestione socialista, da Charlie Ebdo al Bataclàn, da NIzza passando per il treno Parigi – Bruxelles fino a quest’ultimo episodio. Non sarebbe strano che l’opinione pubblica francese, sotto la spinta dell’emozione, non decidesse di provare d affidarsi, per la prima volta, all’estremista Le Pen che, fino a ieri, rappresentava comunque un quinto, se non un quarto, dell’elettorato francese. L’ascesa al potere del Front National, a parte una serie di conseguenze a livelli di Euro e UE di cui parleremo in altro articolo, garantirebbe, probabilmente, ai francesi preoccupati un giro di vite sull’accoglienza degli immigrati e una serie di controlli più stringenti sugli immigrati di prima e seconda generazione già presenti sul territorio. Le conseguenze potrebbero essere disastrose.

Attentato NIzza

Conosciamo bene la situazione esplosiva che cova nelle periferie, le banlieues delle grandi città, soprattutto in quelle a maggioranza musulmana. Non si può dimenticare che in Francia, la popolazione di origine musulmana rappresenta quasi il 10% della popolazione totale, un numero straordinario la cui estremizzazione farebbe sicuramente il gioco dell’ISIS. Lo Stato Islamico è in ritirata in Iraq e Siria, la sua estensione territoriale si è notevolmente ridotta negli ultimi mesi e questo sta comportando gravi difficoltà economiche per i seguaci di Abu Bakr al-Baghdadi che faticano a rifornirsi e a pagare i propri soldati.

Sappiamo dalle fonti di intelligence occidentali che sono molti volontari che stanno rientrando nei paesi d’origine, particolarmente in Francia e Belgio, dove si erano estremizzati. Al-Baghdadi sta cambiando strategia e mira a mantenere alcune roccaforti in medio-oriente e a portare la guerra direttamente all’interno dei paesi che considera nemici per tentare di alleggerire la pressione. Non a caso, l’anno trascorso è stato testimone di numerosi episodi di terrorismo in tutto l’occidente, sempre provocati da cani sciolti, personaggi estremizzatisi su internet o in carcere, in ogni caso provenienti da qualche forma di disagio sociale.

Incidenti nella balieue di Parigi

Una recrudescenza della pressione sulla popolazione di origine musulmana che potrebbe instaurare la Le Pen, ancorché legittimo di fronte ad un pericolo per la comunità, potrebbe sfociare in episodi di intolleranza che, facilmente, porterebbero nuovi adepti a Daesh, uomini e donne pronti ad immolarsi in azioni suicide, come quelle cui abbiamo assistito di recente, in nome della Jihad, la guerra santa che sollecita i musulmani a colpire gli infedeli in ogni angolo del mondo e comunque sia possibile. Attentati con camion o suv potrebbero diventare una triste abitudine.

Se la popolazione francese di origine musulmana dovesse entrare in sofferenza si potrebbe addirittura, nel tempo, concretizzare il rischio di seri disordini popolari, molto peggiori di quelli cui assistemmo tempo fa nelle banlieues parigine. Si tratta di uno scenario limite, d’accordo, ma, chiunque vinca le elezioni francesi, sia la Le Pen o Fillon, che, a sua volta, promette di usare il pungo duro, o chiunque altro, sarà necessario che, nel rafforzare sicurezza e controlli, si tenga conto, senza eccezioni, dei diritti umani e della situazione sociale della popolazione di origine musulmana, in molti casi, già ora, estremamente difficile.

Diversamente, il rischio di fare il gioco di Daesh e ridargli fiato, è molto concreto.

Per approfondire:

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