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Totti – Roma, cronaca di un divorzio annunciato

di Massimo Zito

Domenica scorsa a San Siro si è, probabilmente e salvo sorprese, consumato l’addio tra Francesco Totti e la “sua” Roma. Le responsabilità di questa clamorosa rottura non sono da ascrivere al solo Luciano Spalletti, messo sul banco degli imputati da media e tifosi per avere negato al “Pupone” i 5 minuti finali della partita, sul 3 a 1 a favore dei giallorossi. Tutti sapevano che i tifosi milanisti avevano preparato una festa per l’ultima del grande avversario nel loro stadio ed erano già parecchi minuti che tifosi romanisti e milanisti invocavano l’ingresso in campo del numero 10. Non è bastato a commuovere Spalletti che non fidandosi dell’apparente arrendevolezza degli avversari ha preferito inserire il pessimo Bruno Peres al posto di Dzeko infortunato piuttosto che effettuare il cambio naturale che tutti aspettavano. “Se lo faccio giocare 5 minuti dite che lo umilio, ora che non l’ho fatto entrare a 5 minuti dalla fine, secondo voi, ho fatto male lo stesso.” Si è difeso l’allenatore della Roma, sottolineando che solo lui è in grado di giudicare lo stato fisico del giocatore, sottintendendo che, a suo parere, oggi Totti non è in grado di essere competitivo neanche in quei 5 minuti.

È anche vero che fin dall’esordio della proprietà americana si cominciò a tentare di sabotare l’immagine del capitano giallorosso quando, per bocca dell’allora direttore sportivo Franco Baldini, si alluse ad una presunta pigrizia del giocare  arrivando fino all’autolesionismo di Louis Enrique che si portò il capitano in panchina nella partita decisiva per l’accesso all’Europa league preferendogli il giovanissimo Okaka. La Roma fu eliminata non prima, però, che la tardiva immissione in campo del Pupone dimostrasse che con lui in campo la Roma cambiava radicalmente in meglio.

Il peccato originale del rapporto tra Francesco Totti sta, quasi sicuramente, nell’oneroso contratto che gli americani ereditarono dalla gestione Sensi, contratto che prevedeva non solo gli anni da giocatore ma impegnava la società per altri sei anni a tenerlo, a fine carriera, come dirigente. La dirigenza americana si è spesa moltissimo, fin dall’inizio, per cancellare ogni segno e ricordo della precedente gestione che, pure, aveva ottenuto uno scudetto ed alcune coppe tra coppa Italia e supercoppa, basti pensare alle complicazioni che ci furono per il rinnovo di De Rossi e alla forte probabilità attuale che non venga concesso un ulteriore rinnovo a “capitan futuro” il quale, in cadenza di contratto, pur dicendosi disponibile a discutere il rinnovo, non ha ancora ricevuto alcun segnale dalla società.

Totti Spalletti – Foto Alfredo Falcone – LaPresse

È probabile che Francesco Totti abbia sbagliato a non lasciare lo scorso anno in gloria, dopo avere trascinato a suon di gol decisi, a 39 anni, la squadra fino alla conquista del terzo posto necessario per accedere agli spareggi per la champions league. La sua volontà di estendere la carriera è stata, però, determinante e fu inevitabile concedergli il rinnovo per un altro anno a furor di popolo. il comunicato con cui la società annunciò il rinnovo conteneva, però, la trappola. Si specificava che l’AS Roma annunciava l’ultimo anno da calciatore di Francesco Totti, levando ogni margine ai ripensamenti e sono, probabilmente, i tentennamenti manifestati da Totti verso l’ipotesi del ritiro che hanno convinto la dirigenza a fare pressioni sul tecnico affinché il capitano non avesse, in questa stagione, la possibilità di fare, sul finale di stagione, gli stessi miracoli che obbligarono la società, lo scorso anno, a rinnovargli il contratto.

Ovviamente si tratta di ipotesi, ipotesi suggerite dal comportamento dei dirigenti in questi ultimi tempi. Dagli annunci di Monchi appena arrivato alle reiterate dichiarazioni di Baldissoni, allo stesso Pallotta che senza mediare minimamente, all’indomani di Milan Roma, ha esternato la sua approvazione per il comportamento del tecnico. Spalletti si è reso conto di essere stato la carne da cannone della società nella faccenda Totti, tanto da arrivare a dichiarare che “Se tornassi indietro, non tornerei alla Roma” e non dobbiamo dimenticare che anche Spalletti, in qualche modo, riporta alla Roma dei Sensi, avendo vinto alcune coppe e conseguito diversi secondi posti durante la sua precedente gestione. Da tutto quanto sopra, emerge che, quasi certamente, il prossimo sarà il primo anno completamente “americano” della società giallorossa che riuscirà finalmente a privarsi di Totti e De Rossi e messo Spalletti nella condizione di non voler nemmeno pensare all’ipotesi di proseguire ancora l’avventura romana.

La classica esultanza di Totti dopo aver segnato un gol

Non sappiamo ancora cosa farà Totti, probabilmente lo annuncerà a fine campionato, ma, considerato il trattamento ricevuto durante questa stagione in cui non gli anno lasciato nemmeno il privilegio di annunciare da solo il suo ritiro dal calcio giocato, penso sia estremamente improbabile che lo vedremo nei quadri dirigenziali della società in un ruolo di sola rappresentanza. Per parlare di lui e della sua carriera aspetteremo che Francesco ci faccia sapere cosa farà nel suo futuro prossimo. Conoscendo il personaggio non è da escludere un colpo a sorpresa. Totti è molto legato alla famiglia e non ha certo bisogno di soldi, quindi escluderei un triste tramonto magari in Cina, in India o negli USA. Possiamo aspettarci che, salvo proposte all’altezza della sua carriera, e in Italia, che potrebbe accettare solo per dimostrare qualcosa pur non avendone bisogno, questo sia davvero il suo ultimo anno da giocatore ma che, difficilmente, il suo futuro sarà da dirigente della AS Roma.

Ci sono alcuni annunci pubblici, come quelli del presidente della Sampdoria o del suo ex allenatore Rudi Garcia, che hanno manifestato la disponibilità ad ingaggiarlo per concedergli un’ultima stagione da giocatore più dignitoso di quello che sta finendo. Potrebbe optare per un possibile incarico presso la Federazione Italiana Gioco Calcio oppure, addirittura, decidere di abbracciare la carriera da allenatore. Mancano venti giorni, poi sapremo tutto.

 

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