Complottismo, Editoriali, Medicina, Salute

Il vaccino più rischioso è quello non inoculato

di Massimo Zito

Le polemiche scatenate dal servizio della trasmissione “Report”, in onda su Rai 3, relativo al problema dei danni collaterali dell’uso del vaccino contro l’HPV che può provocare tumori alla cervice uterina, sono innumerevoli, in tutti i sensi. La redazione di Report si giustifica sostenendo che il servizio non era contro i vaccini tous court ma relativo agli effetti collaterali suscitati da quello specifico vaccino in un certo numero di casi, secondo alcune fonti accreditate. Sostengono anche di aver provato a coinvolgere il professor Burioni nel contraddittorio relativo ma che lo stesso non si era mostrato interessato. In realtà, è uscito fuori che l’unico contatto con Burioni era stato tentato attraverso un messaggio privato su facebook nonostante che Burioni avesse, da molto tempo, avvisato di non leggere i messaggi su facebook a causa del numero eccessivo degli stessi. Vuoi o non vuoi, la Redazione di Report non poteva non essere consapevole che il loro servizio avrebbe dato fiato alle trombe dei complottisti antivaccini aprendo le cataratte della polemica. La stessa modalità con cui si è provato a contattare Burioni è sospetta, quasi che si preferisse evitare un reale confronto con un tecnico sul tema.

Report, del resto, non è nuovo a servizi atti a mettere in dubbio l’effettiva bontà delle vaccinazioni e della loro obbligatorietà in nome di un presunto diritto di poter decidere da parte del paziente. Chiariamo subito che il diritto di scelta, a mio parere, può essere nelle mani del paziente solo in situazioni che coinvolgono solo lui. In tutte quelle circostanze in cui una decisione impropria del paziente finisca per coinvolgere anche il resto della comunità, il paziente non può e non deve avere alcun diritto di scelta.

Questo articolo, in ogni caso, non vuole entrare nel merito della questione report ma cogliere l’occasione per esprimere l’opinione personale del redattore rispetto alla questione vaccini.

Da diverso tempo imperversa una polemica feroce sulla bontà dell’uso dei vaccini. Da una parte un partito di antivaccinisti che sostengono l’inutilità e la pericolosità degli stessi sulla base di dati inconsistenti e di sentito dire, dall’altra la medicina ufficiale che, numeri alla mano, sostiene l’utilità e la necessità delle vaccinazioni.

 

Eruzioni cutanee sul volto di un bambino affetto da Vaiolo, una malattia mortale ormai scomparsa in tutto il mondo grazie alle vaccinazioni di massa

Il complottismo, sanitario e non, nasce per la convenienza ideologica di alcuni gruppi politici ma, con l’avvento della rete globale, alcuni furbi, subodorato l’affare, cioè la possibilità di guadagnare soldi con la pubblicità nei siti web oppure vendendo libri e trattati, spesso privi di qualsiasi solidità scientifica, hanno cominciato a diffondere idee perniciose, autodefinendosi “ricercatori indipendenti”, spesso e volentieri senza lo straccio di un titolo per dare valore alle loro affermazioni ma trovando terreno fertile nei membri più insicuri di una società frustrata da mille problemi e ben ansiosa di trovare capri espiatori ed autoassoluzioni.

I vaccini sono solo la punta, attualmente più visibile e più discussa, di un iceberg enorme provocato da disinformazione ed ignoranza. La realtà è che tutti i dati, pur riconoscendo per veri eventuali effetti collaterali  raramente provocati dalle vaccinazioni, evidenziano il potere dei vaccini nel prevenire le malattie con un impatto di gran lunga positivo sulla società.  La sfida per i ricercatori moderni è quella di trovare il modo di comunicare gli effetti positivi dei vaccini superando in credibilità la disinformazione e la diffidenza generate dalle fake news.

L’immunizzazione è generalmente considerata la più efficace strategia di salute pubblica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i vaccini salvano dai 2 ai 3 milioni di vite l’anno. Un sondaggio 2016 in 67 paesi ha rilevato che la fiducia nei vaccini, in generale, è alta ma varia a seconda del paese. In Europa, i più diffidenti nei confronti dei vaccini risultano essere i russi ed i francesi dove il 41% della popolazione non è d’accordo con l’affermazione che i vaccini sono sicuri.

CREDITS: (MAP) J. YOU / SCIENZA ; (DATA) HEIDI LARSON ET AL. , EBIOMEDICINE

 

In una recente ricerca si è scoperta una correlazione “incredibilmente alta” tra il pensiero cospirativo e il rifiuto del vaccino. questo genera un ulteriore problema perché la comunicazione di qualsiasi prova a favore dei benefici dei vaccini viene vista, dai seguaci del complottismo, come un’ulteriore tentativo di cover-up.

 

Eppure, un documento pubblicato nel 2015 da  BMC Public Health in cui si spiegava che “il 90% dei ricercatori e dei medici condividono l’idea che i vaccini siano sicuri e che tutti i genitori dovrebbero essere tenuti a vaccinare i loro figli”, ha ridotto significativamente la preoccupazione per i vaccini. Insomma, i dati sono contraddittori e non è chiara la strategia da adottare.

Come al solito, bisognerebbe dare maggiore evidenza ai fatti che, quasi sempre parlano da soli: fino a pochi anni fa la vaccinazione antivaiolosa era obbligatoria per tutti poi, quando tutti i dati hanno confermato l’estinzione del virus del vaiolo in tutto il mondo, l’obbligo di questa vaccinazione è stato abolito. Similmente,  sono moltissime le malattie la cui incidenza si è significativamente ridotta in tutto il mondo, grazie all’adozione delle campagne di vaccinazione di massa e che sono prossime all’estinzione. Anche per queste malattie, un giorno non lontano, potrà essere rimosso l’obbligo vaccinale. Sottoporsi ai vaccini val bene il minimo rischio che si può correre di essere colpiti da rarissimi effetti collaterali pur di liberare l’umanità dallo spettro delle grandi epidemie del passato. La vaccinazione di massa è anche una forma di vaccinazione indiretta che aumenta la sicurezza per tutti quegli individui che, per varie ragioni (allergie, ipersensibilità, ecc) non possono sottoporsi a determinate vaccinazioni perché vivere in una società composta da persone immuni diminuisce la possibilità di incontrare e contrarre la determinata malattia contro cui non è stato possibile vaccinarsi. In tutto questo, naturalmente, la società, lo Stato ed i governi, devono farsi garanti dell’integrità, della corretta conservazione e dell’igiene relative alla pratica vaccinale.

In definitiva, piaccia o no ai seguaci delle ipotesi di complotto, l’unica vaccinazione che davvero fa male è quella che non viene praticata.

Massimo Zito è owner su Facebook della pagina Reccom Magazine

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